Calcio Napoli, fenomenologia della sosta di campionato

La tranquillità di Benitez, la lunga rosa a disposizione, i pochissimi italiani, l’invito del presidente a Papa Francesco. Analisi fenomenica del Napoli durante la sosta.

La fenomenologia è un concetto filosofico che in generale indica la descrizione pura e semplice d’un complesso di fenomeni, come si manifestano dello spazio e nel tempo. Ecco allora che il termine può essere usato per parlare del Napoli in un frangente in cui non ci sono impegni di campionato né di coppa e le voci di mercato sono solo supposizioni che potranno realizzarsi concretamente solo a partire da gennaio e diventare dunque fenomeni, cose che appaiono.

Il fenomeno Napoli di quest’anno assume fattezze iberiche, a cominciare dall’allenatore, Rafa Benitez, che ha saputo infondere un senso di ἀταραξία, termine greco per indicare l’assenza di agitazione, in questo caso durante gli allenamenti e le partite. E gliene rende merito anche il presidente De Laurentiis che più di un mese fa scrisse su Twitter: “Bravo Rafa! Hai saputo dare tranquillità, sicurezza e gioco alla squadra”.

Veniamo alla rosa esaminando dei particolari sfuggiti a più: sono stati schierati dall’inizio del campionato ad ora ben ventidue giocatori diversi, hanno avuto spazio anche i difensori Uvini e Fernandez, l’esterno classe ’91 Bariti e il coetaneo Duvan Zapata.
Tutti sono utili alla causa, anche quelli che giocano meno e dunque da ora a fine anno ci sarà occasione per far esordire in maglia azzurra anche Rafael e Colombo, rispettivamente secondo e terzo portiere dietro Reina, e gli unici della rosa a non aver disputato neanche un minuto in gare ufficiali. Attende il debutto anche il neo acquisto Reveillere, a CastelVolturno da una decina di giorni.

Roberto Colombo, classe ’75, è il meno giovane degli azzurri ed è al Napoli già dall’estate 2011, ma ritiri e amichevoli a parte, non ha ancora avuto modo di dare il suo contributo. Inoltre è uno dei pochissimi italiani della prima squadra del Napoli: gli altri sono l’ attualmente infortunato Mesto, il pari-ruolo Maggio, il partente Cannavaro e poi i coetanei Lorenzo Insigne e Davide Bariti. Il promettente difensore Bruno Uvini ha il passaporto italiano, ma è nato e cresciuto in Brasile e ha già scelto la nazionale verdeoro.

Un numero esiguo di italiani in un Napoli ormai internazionale, come mai era stato nella sua storia: si pensi che come portieri stranieri per esempio c’erano stati in tutta la storia azzurra solo Renard e Navarro, quest’anno ne sono arrivati due insieme.
Ancora nessun marcatore nostrano in campionato, addirittura nei tre minuti di recupero contro il Catania non c’era nessun italiano in campo per il Napoli, essendo uscito Insigne mentre gli altri erano in panca o infortunati. Nulla di negativo, ma di certo assistiamo a una trasformazione notevole!

E ci si potrebbe dilungare ancora a lungo, ma ora le riflessioni devono lasciar spazio di nuovo all’azione pratica, perché nei prossimi giorni rientrano i nazionali (Mertens, Reina, Albiol e Armero giocheranno stasera, Maggio ha giocato ieri in Italia-Nigeria) e ci si preparerà alla sfida col Parma nell’anticipo di sabato sera.
In questo periodo si saranno intensificati i contatti per portare nuovi acquisti in maglia azzurra? Chissà che  invece De Laurentiis non ne abbia approfittato per invitare allo stadio San Paolo Papa Francesco, da lui definito “il più grande comunicatore di sempre”,  o per Napoli-Arsenal o per Napoli Juventus, come aveva promesso ai tifosi nella conferenza del 16 ottobre tenuta coi tifosi tramite Twitter …

 

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