Bagnoli tra fallimento e speculazione – Discussione pubblica a Via Verdi

Un’assemblea pubblica per fare il punto della situazione. L’invito parte dall’Assise di Bagnoli e di Italia Nostra. La preoccupazione è che durante l’estate, verso Ferragosto, si firmino accordi sul futuro dell’area occidentale senza l’informazione e la partecipazione dei cittadini.

Dalla nota stampa si legge: 

“La trasformazione di Bagnoli è giunta all’ennesimo snodo, che si presenta particolarmente critico per le sorti dell’area. Gli avvenimenti dell’ultimo anno (l’incendio di Città della Scienza e la discussione sulla sua ricostruzione, il sequestro delle ex aree Italsider-Eternit ed il processo per mancata bonifica, il fallimento della Bagnoli Futura SpA; ma anche la dismissione dell’ex area Nato e gli esiti della procedura fallimentare di Zoo ed Edenlandia) hanno drammaticamente portato al pettine vecchi nodi, legati ad ambiguità e compromessi operati dalle amministrazioni degli ultimi vent’anni. L’esigenza di impostare una nuova politica, fondata sul rilancio della partecipazione popolare, l’individuazione di strumenti attuativi più efficaci e democratici della Bagnoli Futura, l’effettiva applicazione del principio “chi inquina paga”, è stata sostanzialmente elusa dalla giunta De Magistris, salvo interventi tardivi e contraddittori. Questo atteggiamento ha favorito l’attacco frontale che oggi Fintecna, i costruttori napoletani ed altri soggetti politico-affaristi portano contro gli obiettivi d’interesse pubblico sanciti dalla Variante per la zona occidentale e dal Piano urbanistico attuativo. Siamo consapevoli che il difficile contesto politico nazionale e locale, la situazione economica, la disillusione dei cittadini, giochino a favore di questo assalto speculativo. Rimaniamo al contempo fermamente convinti che la riqualificazione di Bagnoli costituisca una sfida che le forze democratiche di questa città non possono permettersi di perdere; e che essa abbia il suo perno nella realizzazione del risanamento ambientale e delle grandi attrezzature pubbliche, come la spiaggia ed il parco verde, le quali possono costituire un potente motore per lo sviluppo civile ed economico di Napoli”.

L’appello: “Sentiamo quindi l’esigenza di fare il punto sui possibili scenari che si aprono per Bagnoli, così come su quali strategie e soggetti possa fare leva un’azione politica collettiva in difesa degli interessi pubblici. Crediamo indispensabile farlo con il contributo di tutte quelle forze (associazioni ambientaliste, comitati civici, collettivi territoriali, sindacalismo di base, intellettuali, tecnici, organizzazioni politiche ed esponenti istituzionali) che in questi anni si sono impegnate per mantenere viva una riflessione critica e per il recupero sociale del territorio. Invitiamo specificamente il mondo giuridico cittadino a confrontarsi sulla possibilità di creare un coordinamento tecnico-politico, che segua la procedura di fallimento della Bagnoli Futura e costituisca il riferimento per ogni ragionamento ed azione legale da intraprendere sulle vicende di Bagnoli. Riteniamo inoltre necessario estendere la battaglia oltre la scala locale, coinvolgendo con iniziative adeguate esponenti della cultura, della politica e delle istituzioni a livello nazionale ed europeo: un campo d’azione in cui siamo impegnati da tempo e per il quale chiediamo a tutti la più ampia collaborazione. Così come promuovere un ampio dibattito per disegnare un progetto di rigenerazione urbana democratica, ecologica e solidale.
Esiste un vasto patrimonio di energie cittadine impegnato per l’ambiente, la salute, la casa, il lavoro, i beni comuni, che da una vittoria o una sconfitta su Bagnoli ha molto da guadagnare o da perdere, per il più vasto significato politico e sociale che assume questa vertenza. Se esso riesce a darsi un’analisi ed un’organizzazione adeguate allo scontro in atto, può ridestare ed aggregare intorno a sé altre energie sopite, costituendo una grande forza d’urto progressiva per le battaglie politiche, ambientali e sociali della nostra città”.

All’incontro nela Sala Nugnes del Comune di Napoli nella sede di Via Verdi erano presenti:  comitato Una spiaggia per tutti, Assise di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia, Monitor Napoli, Verdi Ambiente e Società, ex Asilo Filangieri, centro culturale Plinio 21, Cobas, comitato Centro Storico, Zero81, laboratorio politico ISKRA, Bancarotta Bagnoli, movimento per il diritto all’abitare Magnammoce ‘o pesone, Insu Tv, gruppo comunale Ricostruzione Democratica, associazione radicale Ernesto Rossi, Rifondazione Comunista Napoli, comitato Napoli con Tsipras, Altromodo Flegreo, Movimento 5 Stelle Bagnoli, Assoutenti Napoli, Cittadinanza Attiva in Difesa di Napoli.