Dopo anni passati nel dimenticatoio, una villetta a tre piani a Castel Volturno, sequestrata verso la fine degli anni ’90 al boss camorrista Francesco Rea, è stata finalmente riqualificata: è infatti pronta a diventare un rifugio per persone LGBT e migranti che hanno subito discriminazioni e abusi a causa del loro orientamento sessuale.
L’annuncio arriva direttamente dal Sindaco del Comune, Dimitri Russo, che già aveva rinominato il parco in cui si trova l’edificio “Parco Faber”, in onore di Fabrizio De André, che alle persone discriminate ha dedicato molte delle sue canzoni. “Vogliamo mandare un messaggio di inclusione,” dichiara il sindaco. “Per Castel Volturno è un giorno importante”.
Il nome è già pronto: “Centro LGBT del Mediterraneo”. Sarà l’associazione Rain Arcigay Caserta ad occuparsi dell’organizzazione del tutto, a partire dalla profonda ristrutturazione di cui la struttura ha molto bisogno, dopo il tempo passato lasciata a sé stessa. I fondi per le spese, non indifferenti, saranno raccolti anche attraverso una campagna di crowdfounding attiva sul sito del Caserta Pride.
Gabriele Pizzoni, segretario nazionale dell’Arcigay, si è mostrato particolarmente soddisfatto del progetto, da lui definito “rilevante e ambizioso”, che permette di “redimere la storia oscura di questo edificio, simbolo dello strapotere mafioso nel nostro Paese”. Attraverso le sue parole diventa chiaro quale sia l’obiettivo, ovvero la speranza che questo Centro possa diventare “uno spazio polivalente e multifunzionale rivolto a tutte le persone LGBT che attraversano il nostro mare” o anche “uno spazio libero dalla discriminazione e che rappresenta un presidio concreto della rivendicazione dei diritti umani, civili e sociali, oltre ogni confine.”
This post was published on Giu 11, 2018 12:05
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