Gino Sorbillo dopo l'esplosione fuori la storica pizzeria a Napoli
Via Atri è il vicolo nel cuore del centro storico di Napoli che arriva in via dei Tribunali. Il 16 gennaio in quella stradina arriva uno scooter e si ferma a poche decine di metri dall’incrocio. Sono le 2 e 11 minuti, sei minuti dopo c’è lo scoppio davanti alla pizzeria Sorbillo. Un ordigno di medie dimensioni che aveva lo scopo di intimidire tutti i commercianti della zona e non solo Gino, uno dei pizzaioli più noti di Napoli. Le immagini sono nuove e sono state acquisite dalla Squadra Mobile della Questura di Napoli che sta indagando per cercare di risalire all’attentatore e al suo complice.
Bomba esplosa davanti alla pizzeria Sorbillo, svolta nelle indagini
Da queste immagini di una telecamera di sorveglianza di un edificio privato si vede in volto un giovane, che indossa un giubbotto scuro e largo, come i suoi pantaloni. Lo si vede scendere dallo scooter e in una frazione di secondo lo si vede in volto. Poi indossa il passamontagna. Arriva all’incrocio, si ferma e torna indietro. Forse vede qualcuno passare, poi ritorna e mette la bomba carta. La fiammata non si vede dalle telecamere ma si nota il ragazzo correre velocemente verso lo scooter che aveva già fatto inversione di marcia. E’ questa la nuova svolta a una indagine complessa che vede la Questura di Napoli impegnata a dare una identità al giovane emissario del racket.
Sorbillo
La notizia dell’attentato ha avuto ampia eco anche oltre confine, e ai Tribunali la scorsa settimana sono arrivati finanche giornalisti inviati dal New York Times. L’ordigno potrebbe essere stato un segnale del clan Mazzarella ai suoi rivali Rinaldi. I primi sono alleati dei Buonerba, i secondi con i Sibillo che comandano proprio nella zona a ridosso dell’esplosione. Ecco il motivo per il quale gli investigatori ritengono che la bomba possa essere stata messa da esponenti dei Mazzarella, sia per intimidire i Sibillo, sia per costringere tutti i commercianti della zona, e in particolare quelli come Sorbillo che fanno affari con il turismo, a piegarsi alle richieste estorsive.
La pista principale è infatti legata al business che ruota attorno al centro storico e alla rinascita cultuale e artistico dei Decumani di Napoli. Migliaia di turisti ogni fine settimana fanno di Napoli la meta numero uno in Italia oramai da due anni. Ecco il motivo per il quale la camorra avrebbe deciso di dislocare le piazze di sostanze stupefacenti in luoghi più appartati, facendole gestire da extracomunitari richiedenti asilo politico, e di ripartire con richieste di pizzo a tappeto a tutte le attività imprenditoriali a vocazione turistica.
This post was published on Gen 25, 2019 12:29
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