di Maria Stella Rossi – Nella giornata di oggi si è aperto l’atteso G20 di San Pietroburgo. Le venti potenze industriali del mondo si sono riunite per discutere di economia e lavoro, ma anche della crisi siriana che da settimane lascia il mondo col fiato sospeso.
Il summit ha avuto inizio con il benvenuto da parte del presidente russo, seguito poi da una serie di incontri bilaterali a cui, clamorosamente, è mancato quello più atteso: l’Obama-Putin. E stando a fonti ufficiali, una riunione privata fra i due non è mai stata prevista.
Tuttavia la freddezza calata sul loro rapporto è tangibile. Nella sala del G20, i due si sono tenuti a distanza: Vladimir Putin si è immediatamente seduto al tavolo, attendendo con trepidazione che anche gli altri facessero lo stesso, mentre il presidente degli Stati Uniti si è intrattenuto in diverse conversazione, una tra cui col premier italiano Letta e il premier britannico Cameron.
Durante la riunione il tema della crisi siriana è stato debitamente evitato su volontà di Putin, il quale ha rimandato ogni discussione alla cena di questa sera al Peterhof (che in passato fu la residenza estiva degli zar), dove gli ospiti potranno deliziarsi non solo con dell’ottimo cibo, ma anche con un magnifico spettacolo musicale.
Tuttavia molti sono stati i dubbi sollevati sulla Siria. Secondo la cancelliera tedesca Angela Merkel sarà molto difficile raggiungere una posizione comune, così come è diventata parecchio disperata la crociata portata avanti da Stati Uniti e Francia sull’ottenere il consenso da parte della comunità internazionale per un attacco militare.
Anche Enrico Letta si è lasciato andare ad alcuni commenti in merito alla questione. “La cosa peggiore sarebbe che l’Europa arrivasse con ognuno che dice una cosa diversa e sto lavorando a far sì che l’Europa riesca ad esprimere una voce la più unitaria possibile.” aggiungendo che “Non siamo preoccupati solo delle conseguenze politiche ma anche di quelle economiche e dell’instabilità che una guerra può portare sui mercati.”
Ad ogni modo, nonostante l’incontro con il presidente USA, l’Italia resta ferma nella sua posizione di neutralità. Per lo meno fino a quando non saranno le Nazioni Unite ad autorizzare un intervento militare. Questo però non ha di certo portato, secondo il premier Letta, ad un deterioramento dei rapporti con l’America. “Non risulta nessun punto di freddezza fra Roma e Washington.” ha detto, arrivando anche a lodare gli sforzi “positivi e intelligenti” di Obama affinché si possa trovare una soluzione che arrivi a soddisfare tutte le parti in causa.
Non ci resta che sperare bene.
20:34
05/09/2313
This post was published on Set 5, 2013 20:34
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