Attualità

Un’occasione persa: l’antibiotico di Vincenzo Tiberio

Ben trent’anni prima la scoperta di Fleming in Inghilterra, si era giunti in Italia alla penicillina, di fatto una avanguardia mondiale, realizzata tra Arzano e Napoli, ma caduta nell’oblio per più di cinquant’anni ed oggi è una storia ancora poco nota

di Luigi Casaretta

Ottant’anni fa, il 12 febbraio del 1941, in piena guerra mondiale, i dottori dell’ospedale Radcliffe di Oxford sperimentarono per la prima volta sull’uomo la penicillina, per combattere, come estremo tentativo, l’infezione che un poliziotto inglese, di nome Albert Alexander, si era procurato con una banale puntura di spina di una delle rose del suo giardino.

Il tentativo sortì il suo effetto salvo poi essere vanificato dalla carenza di questo prodotto farmaceutico scoperto tredici anni prima da Alexander Fleming, per il quale vinse il Premio Nobel per la medicina nel 1945, la cui scoperta avvenuta per caso fu messa in secondo piano dall’uso dei sulfamidici che si rivelarono nel lungo termine meno efficaci della penicillina. Ma da lì in poi la penicillina avrebbe costituito la prima grande vittoria del genere umano contro i batteri.

Nel 1947 il tenente colonnello della Marina Militare Italiana Giuseppe Pezzi, ritrovò per caso, un impolverato volume di Annali di Igiene sperimentale del 1895 edito in Roma, in cui vi era stato pubblicato un lavoro dal titolo “Sugli estratti di alcune muffe” a cura del Tenente Colonnello medico della Regia Marina, Vincenzo Tiberio.

Molisano di origine ma napoletano di adozione, il Dott. Tiberio applicò l’osservazione delle muffe che di tanto in tanto comparivano nel pozzo della villa di Arzano di Napoli, dove visse da studente della facoltà di Medicina e Chirurgia di Napoli, al fenomeno delle enteriti, che colpivano chi avesse bevuto l’acqua da quel pozzo dopo la rimozione delle muffe, deducendo che le stesse avessero avuto potere benefico, ed isolate potessero costituire la base per una sostanza antibiotica antesignana della più nota penicillina, sostanza che effettivamente il Tiberio creò senza però riuscire a divulgare sufficientemente la sua scoperta.

Ben trent’anni prima la scoperta di Fleming in Inghilterra, si era giunti in Italia alla penicillina, di fatto una avanguardia mondiale, realizzata tra Arzano e Napoli, ma caduta nell’oblio per più di cinquant’anni ed oggi è una storia ancora poco nota.

Sebbene il Dott. Tiberio proseguì la sua carriera di medico e militare guadagnandosi stima e rispetto, indubbiamente la fama di questa importante scoperta gli avrebbe reso un più giusto tributo.

This post was published on Feb 12, 2021 18:16

Redazione Desk

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