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Torre Annunziata: 16 arresti per truffa assicurativa

16 arresti da parte della Procura e dei Carabinieri di Torre Annunziata per truffa assicurativa

Mentre l’Unione europea e le commissioni che si sono succedute nell’analisi delle diverse petizioni a proposito delle carissime R.C. auto al Sud Italia, il nucleo dei militari dell’Arma dei Carabinieri di Torre Annunziata con il coordinamento della Procura della Repubblica dell’omonima cittadina, in queste ore, stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare per 16 soggetti indagati per associazione a delinquere con la finalità di sofisticazione di documentazione assicurativa, falso in scrittura privata e concorso in esercizio abusivo dell’attività d’intermediazione assicurativa.

Quali erano i fondamentali della truffa assicurativa

In base alle indagini della Procura della Repubblica di Torre Annunziata e dei carabinieri, i 16 soggetti hanno elaborato un sistema organizzato per la truffa assicurativa, sulla base dei seguenti semplici presupposti: l’intestazione dei veicoli a soggetti giuridici fittizi come società, associazioni, fondazioni e cooperative, il passaggio di proprietà dei veicoli da questi soggetti fittizi ai proprietari finali, allettare la clientela con premi assicurati drasticamente scontati e molto più attraenti rispetto a quelle delle altre compagnie o agenzie.

L’organizzazione criminale era diffusa nelle provincie di Napoli e Roma per il tramite di filiali e agenzie assicurative sparpagliate nella zona di competenza. Gli immobili in cui erano situate le sedi assicurative sono stati tutti sequestrati.

Perché la truffa assicurativa è così diffusa nel Meridione?

Ora non è la prima volta che nel napoletano e nel Mezzogiorno siano così diffuse le truffe assicurative. Questo fenomeno criminale è ormai evidentemente motivato e sostenuto da un bacino di clientela che è ormai palesemente insofferente al cartello che le compagnie assicurative nazionali impongono specialmente nel napoletano, sulla base di infondati fattori di rischio.

L’impotenza e l’ignoranza della Comunità europea quando accoglie le petizioni

Dall’Europa non arrivano risposte credibili, anzi a tutte le petizioni che sono seguite in seguito al caro R. C. auto nel meridione d’Italia è stato risposto nel seguente modo:

«la Commissione non dispone di informazioni per valutare se le compagnie d’assicurazione che offrono polizze di assicurazione di responsabilità civile autoveicoli in Italia realizzino profitti maggiori nelle regioni italiane meridionali rispetto ad altre zone del paese. Essa non conosce nemmeno i fattori di rischio presi in considerazione da dette compagnie. L’istituto italiano per la vigilanza sulle assicurazioni, l’ISVAP, è maggiormente indicato per fornire tali informazioni. 

Inoltre la Commissione, quale custode del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, è pienamente impegnata a garantire la corretta attuazione del diritto dell’UE nella legislazione 1 GU L 228 dell’11.8.1992.PE472.131v05-00 4/6 CM\1022146IT.doc IT nazionale degli Stati membri. Tuttavia, la Commissione sottolinea che l’applicazione da parte di soggetti privati in un determinato Stato membro di una legge nazionale derivante dal diritto dell’UE deve essere garantita dalle autorità nazionali competenti; pertanto essa non può intervenire in una situazione simile.

Infine, come affermato nella sua precedente risposta, dalle informazioni fornite dai firmatari la Commissione non riconosce alcun elemento che provi la pratica di attività di cartello ai sensi del trattato da parte delle compagnie d’assicurazione per i veicoli a motore in Italia. Poiché gli eventi descritti hanno luogo nel mercato italiano delle assicurazioni di autoveicoli, l’autorità italiana garante della concorrenza è l’organo più indicato per indagare su quanto asserito».

In altre parole le petizioni cittadine perdono tempo e anche se una qualsiasi petizione raggiungesse il suo scopo in tal senso, tutto è rimandato alle autorità italiane che a loro volta già permettono il caro R. C. auto. Non essendoci un’unione politica dell’Europa l’ultima parola spetta sempre all’Italia e ai suoi governi.

Siamo sicuri che le indagini delle procure bastino o sarebbe opportuno risolvere il problema alla radice e costringere le lobby assicurative a fare un passo indietro?

This post was published on Dic 3, 2014 12:14

Redazione Desk

Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Road Tv Italia. La web tv libera, indipendente, fatta dalla gente e con la gente.

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