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Mario, tifoso presente all’Olimpico: “Vi svelo la verità sull’incontro tra Genny e i dirigenti”

Questo video è stato creato per diffondere la verità, quella nascosta in Italia. Mi hanno chiesto di metterci la faccia e ce l’ho messa. Racconto la mia versione dei fatti, quella vissuta ieri, assumendomi le responsabilità morali e legali di ciò che dico.
Mario Esposito, un tifoso napoletano che lo scorso sabato era presente allo Stadio Olimpico per l’incontro Napoli-Fiorentina, ha voluto raccontare con un video, postato sul suo account Facebook, ciò che ha realmente vissuto durante la partita e cosa è realmente accaduto tra i dirigenti del Napoli e Genny ‘a Carogna. Ecco il testo integrale:

Stadio Olimpico, ore 18: arrivo allo Stadio Olimpico passeggiando tranquillamente insieme alla tifoseria viola. Ore 19.15: allo stadio arrivano notizie frastagliate di uno scontro tra tifosi. Un napoletano è grave. Ore 20.42: Il ragazzo non ce l’ha fatta. C’è un morto, il ragazzo sparato è morto. Rapidamente la voce passa per tutto lo stadio e io in tribuna con i tifosi dell’altra squadra ci parliamo e ci abbracciamo increduli di quello che sta accadendo.

Ore 20.51: la curva tutta sa che il ragazzo non ce l’ha fatta. Al centro del campo si cercano notizie ufficiali sulle condizioni del ragazzo. Appena ricevute, il capitano Hamsik e i dirigenti azzurri vanno sotto la curva per comunicare le reali condizioni del ragazzo. Ciro è vivo, è in gravi condizioni ma è vivo! Nessuna decisione da parte del capo Ultras. Comunicazione che potrebbe essere stata fatta in un altro modo, ma che di comunicazione trattasi. Nessuna decisione presa dal capo ultras, nessuna sostituzione allo Stato o alle istituzioni presenti. Genny a’ Carogna apprende la notizia e comunica alla società che sarà una finale senza tifo per correttezza e sensibilità nei confronti della famiglia del ragazzo e dell’accaduto. Solo questo. Il primo pensiero ora è Ciro, più di Napoli, più del Napoli.

Ore 21.45: “Si gioca. La tifoseria ha deciso!” questa è la comunicazione del commentatore. Questa è la frase che fa il giro del mondo.  Quintali di merda addosso al Napoli e ai suoi sostenitori da ogni parte del mondo. Hanno veicolato il nostro pensiero.

Ore 21.50: parte la sfida. All’esterno dello stadio i capi ultras delle due tifoserie si incontrano e decidono insieme di non fare coreografie preparate e di rispettare la situazione venutasi a creare. La partita ha un regolare svolgimento nel silenzio totale della curva che guarda i propri beniamini senza fiatare e nel rispetto di tutti.

Ora pochi sanno che sul 2 a 0 di Insigne la famosa “carogna” si fa accompagnare all’ospedale dal ragazzo ferito insieme ad altri tifosi senza assistere alla partita. Pochi sanno che il primo soccorritore del ragazzo è stato proprio lui, la famosissima “carogna”. Ora l’Italia, il mondo intero, ha trovato il suo mostro, il suo capro espiatorio. Su tutte le pagine la sua foto, su tutti i programmi le sue gesta, la sua maglia, da me non condivisa, la sua faccia su tutti i tabloid e a ricamare “suo padre è un affiliato, lui napoletano del quartiere Sanità”. Quindi niente da aggiungere. Ieri se le cose fossero state raccontate in modo diverso, vero e trasparente, non si sarebbe veicolato un popolo, una Nazione verso un mostro che fa piacere a tutti e salva il culo a tutti. Ma noi siamo Napoli e questo non può accadere. Noi siamo la Carogna.

Ore 22.09: Apprendo dai network, parla la mamma di Ciro: “Ciro si è sottoposto ad un’operazione perfettamente riuscita. L’intervento è durato 5 ore rispetto alle 12 previste”. Una carogna a Roma ieri c’era… sicuramente non era quella appesa alle sbarre dello stadio. E io giuro su me stesso che userò tutte le mie forze, amicizie e competenze per dimostrarvelo. Mario Esposito”.

Il video, pubblicato su Facebook, ha superato in poche ore le 5mila condivisioni: segnale del fatto che qualcosa, nella versione dei fatti fornita dalla stampa locale e nazionale, non convince tutti. Così, mentre le autorità stanno vagliando un Daspo esemplare, di ben 5 anni, per Genny ‘a carogna, e mentre nel mondo si diffonde l’immagine di un calcio italiano governato dai criminali, un’altra verità, parallela a quella raccontata dai media, si diffonde grazie al gesto di Mario. Una verità molto diversa, in cui Genny ‘a carogna appare come un eroe, e in cui Napoli, e l’Italia, mostrano un volto meno corrotto, più pulito e dignitoso; una verità che però viene taciuta (colpevolmente?) dai media. Quali e di chi sono gli interessi in gioco? I tifosi, i napoletani, gli italiani tutti, hanno diritto a conoscere la verità.

This post was published on Mag 5, 2014 17:03

Rita Guitto

Vivo di cinema e letteratura e credo che il giornalismo sia un modo di essere, poi un lavoro. L’informazione è la giusta leva per far girare il mondo come dovrebbe.

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