Terra dei Fuochi: inquinato lo 0,14% della Campania. I siti delimitati pronti da bonificare.

I risultati sono meno inquietanti di quanto ci si aspettasse. L’analisi partita lo scorso 23 dicembre ha portato alla redazione di un documento presentato ieri sera a Palazzo Chigi dai Ministri alla Salute, all’Ambiente, all’Agricoltura e dal Governatore della Campania. Il dato è comunque preoccupante ma meno allarmante del previsto, adesso è importante fermare il commercio dei prodotti provenienti dai siti delimitati con precisione e passare alla bonifica degli stessi.

Le zone coperte

Le indagini hanno messo a confronto i dati di tutti gli enti che hanno avuto a che fare col territorio e che in passato avevano avuto modo di mappare i 57 Comuni delle Province di Napoli e Caserta presi in esame: enti locali, agenzie dell’ambiente, magistratura, università e forze dell’ordine per un’area di 1.076 chilometri quadrati, vittima per anni di sversamenti abusivi. E’ stata praticamente stilata una sorta di classifica dei veleni, divisa in cinque gruppi a seconda dell’indice di gravità della situazione.

Quella più danneggiata comprende le aree che si ricoprono i comuni di Acerra, Caivano, Giugliano, Succivo e Villa Literno. Le altre 44 si trovano a Castel Volturno, Villa Literno e Nola. Si tratta di 64 ettari di suolo agricolo, pari al 2% della superfice della Terra dei Fuochi e allo 0,14% della Campania.

Stop alla vendita dei prodotti fino alla bonifica dei siti

I prodotti di queste aree non potranno essere messi sul mercato fino a quando non saranno ultimate ulteriori analisi che dovranno essere concluse entro novanta giorni, come prevede il decreto firmato ieri dai tre ministri. I proprietari delle terre inquinate potranno però farle analizzare a loro spese dall’ Autorità competente grazie anche un fondo di 50 milioni di euro per le imprese agricole.

Le voci di chi sta lavorando sulla questione Terra dei Fuochi

“Oggi presentiamo un buon lavoro dal punto di vista dell’ambiente, della salute, dell’agricoltura ma anche dal punto di vista politico – sostiene il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti – l’attenzione di questo governo alla Campania e alla Terra dei fuochi con tre ministri che potrebbero avere interessi confliggenti ma che in poco tempo hanno trovato una identità comune molto forte”.
Il ministro Martina spiega meglio: “Con l’atto che andiamo a firmare definiamo nuove azioni eh entro 90 giorni si completeranno nuove indagini per indicare precisamente la destinazione possibile per ogni area. Un’intervento che servirà a rilanciare i prodotti campani”.
Caldoro dal suo canto ha sottolineato: “Questo decreto è un buon esempio di collaborazione istituzionale: quello che prima non si incrociava oggi dialoga. E così è possibile passare dall’emotività alla razionalità”. Il responsabile dell’Agea, Giovanni Mainolfi dice: “In Italia non esiste legislazione su limiti inquinanti per i terreni ci siamo riferiti quindi ai parametri utilizzati per il verde pubblico, ma a maggio ci saranno due nuovi decreti per definire i parametri da utilizzare per l’acqua e per il territorio”.

This post was published on Mar 12, 2014 13:19

Vincenzo Noletto

Fotografo e giornalista. Appassionato di tecnologia, camicie a quadri e moto sportive degli anni ’70. Ritardatario cronico e dalla battuta sempre pronta, è un killer degli standard con la testa sempre piena di idee nuove.

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