Martedì 27 e mercoledì 28 gennaio il Teatro Sannazaro ospita Tartufo, rilettura contemporanea del capolavoro di Molière firmata da Michele Sinisi: uno spettacolo che scava nella fede cieca, nell’inganno e nelle fragilità del nostro tempo.
Il Teatro Sannazaro di Napoli accoglie, martedì 27 e mercoledì 28 gennaio alle ore 21, Tartufo, nuova rielaborazione scenica dell’opera di Molière curata da Michele Sinisi, che firma drammaturgia e regia. Un lavoro che non si limita a riproporre un classico, ma lo attraversa per restituirne una forza disturbante e profondamente attuale.
Nel Tartufo di Sinisi, il testo seicentesco diventa una lente per osservare dinamiche di potere, manipolazione e bisogno di credere. Il protagonista non è soltanto un impostore o un devoto ambiguo: è una figura sfuggente, capace di incarnare ruoli diversi, dal leader carismatico al guaritore, dal predicatore al politico.
La regia mette al centro la violenza sottile dell’inganno, mostrando come il male non agisca solo dall’esterno, ma trovi spazio nelle debolezze, nelle paure e nel desiderio di affidarsi a qualcuno che promette certezze.
Tartufo appare solo nel terzo atto, ma la sua presenza è annunciata, evocata, temuta fin dall’inizio. Quando finalmente entra in scena, il tempo sembra rallentare: la casa si zittisce, il ritmo della commedia si spezza, lo spazio si dilata. È un’apparizione che impone attenzione e silenzio, dando corpo a un personaggio di cui si è parlato molto, ma che nessuno ha davvero visto.
In questa visione, Tartufo diventa una presenza necessaria e oscura, quasi un principio: non solo un individuo, ma una manifestazione del male che si annida nella fragilità umana.
Sul palco un ensemble corale composto da Stefano Braschi, Gianni D’Addario, Sara Drago, Marisa Grimaldo, Donato Paternoster, Bianca Ponzio, Marco Ripoldi, Michele Sinisi e Adele Tirante, chiamati a dare voce a una famiglia attraversata da sospetto, fede e conflitto.
La scenografia è firmata da Federico Biancalani, che cura anche il disegno luci insieme a Michele Sinisi. I costumi sono di Cloe Tommasin, mentre l’aiuto regia è affidato a Nicolò Valandro.
Lo spettacolo nasce dalla coproduzione di Elsinor Centro di Produzione Teatrale, Solares Fondazione delle Arti, Teatri di Bari, Tradizione e Turismo – Centro di Produzione Teatrale e Viola Produzioni, a conferma di un progetto artistico ampio e condiviso.
Chi è davvero Tartufo? Un truffatore o uno smascheratore? Un impostore o un uomo capace di rivelare l’ipocrisia altrui? Lo spettacolo non offre risposte semplici, ma invita il pubblico a interrogarsi, suggerendo che la natura di Tartufo non va cercata solo in scena, ma dentro ciascuno di noi.
This post was published on Gen 26, 2026 10:01
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