Anche gli studenti napoletani scenderanno in piazza con la mobilitazione “Stop buona scuola”. L’appuntamento è per giovedì 12 marzo, alle 9 in piazza Mancini. Proprio oggi, al Consiglio dei ministri verrà presentato il disegno di legge sulla Buona Scuola. Nonostante tutte le manifestazioni studentesche e non solo che, durante l’inverno, hanno provato in ogni modo a farsi ascoltare dal Governo. Portando così avanti un forte progetto di quella che è una privatizzazione totale delle scuole.
“Nel corso delle mobilitazioni di quest’autunno abbiamo ribadito che la scuola deve rimanere pubblica e anzi abbiamo detto di più, abbiamo denunciato che il vero problema di questo paese non è ricercare le eccellenze quanto invece garantire a tutte e tutti la possibilità di accedere all’istruzione. Rivendichiamo, infatti, un’istruzione che sia gratuita , laica e di qualità e sappiamo bene che la formazione è di qualità solo quando essa è slegata dalle logiche del mercato. Rigettiamo quindi la competizione e la meritocrazia che si vuole imporre contrapponendo invece il nostro modello di scuola basata sulla collaborazione orizzontale, tra studenti come tra docenti, e che veda nella valutazione non uno strumento di punizione e selezione quanto invece un aiuto per comprendere le proprie capacità e le proprie lacune” si legge in un volantino, distribuito nelle scuole e nelle università.
“Il 12 Marzo torneremo in piazza – proseguono – per ribadire che un’alternativa c’è e che siamo disposti a costruirla noi, quotidianamente all’interno dei nostri luoghi e delle nostre città. Sosteniamo per questo la legge d’iniziativa popolare per ribaltare radicalmente il dibattito sulla formazione nel nostro paese. La nostra scuola parla, infatti, di diritto allo studio, inclusione sociale, rapporto con il territorio, città educativa, life long learning, autodeterminazione dell’individuo, scoperta di se’, diritto al recupero e bisogni, una scuola capace di rispondere ai bisogni della società anziché a quelli del mercato”.
E concludono: “Non facciamo passi indietro contro chi distrugge scuola, lavoro e territorio, ma ripartiamo proprio dalle piazze e dai luoghi della formazione per una scuola pubblica e gratuita, per il reddito, contro precarizzazione e austerità”.
This post was published on Mar 10, 2015 10:45
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