Cultura

“Sogni della memoria”, ovvero il “Ricomincio da tre” di Francesco Colonnesi

Dopo “Memorie del tempo” e “Di tutto un po’ “, la Giammarino Editore ha pubblicato “Sogni della memoria”, il libro con il quale Francesco Colonnesi continua a raccontare la vita attraverso i ricordi delle sue esperienze sottolineando che questo volume non è una continuazione dei due precedenti, pur ricalcandone lo schema, e lo definisce simpaticamente il suo “Ricomincio da tre” perché, proprio come l’attore napoletano Massimo Troisi, vuole essere portavoce di una filosofia di vita fiduciosa, serena e resiliente … e ci riesce non stimolando grasse risate ma dolci e nostalgici sorrisi.

Francesco Colonnesi

Ennio Flaiano disse che il libro è “l’unico oggetto inanimato che possa avere sogni” ed i “Sogni della Memoria” sono proprio questo: un oggetto inanimato in cui la memoria fa riaffiorare dei ricordi che, proprio come nei sogni, vengono rivissuti sotto una luce nuova: un’ottica emotiva più profonda che, come solo nei sogni avviene, non sembra ledere la razionalità.

Sogni della Memoria è la ricostruzione storica dei cambiamenti di costume attraverso i ricordi della vita dell’autore, un uomo ricco d’interessi e sempre disponibile a coltivarne di nuovi con l’umiltà più nobile e al tempo stesso stimolante: quella di chi non si sente mai arrivato.

Francesco Colonnesi, infatti, ha abbracciato la carriera di avvocato, di giudice di pace , di scrittore, di fiduciario per oltre quindici anni di Slow Food a Napoli, di istruttore e cintura nera di Judo, di calciatore, di caratterista in film di recente uscita e di conduttore di spettacoli teatrali, ed è anche appassionato ricercatore e collezionista di armi, dal suo studio sull’argomento è nata la pubblicazione di “Armaioli napoletani”.

E’ quindi con questo esempio che Colonnesi induce i lettori a riconsiderare le esperienze accumulate nel corso della propria vita come opportunità di conoscenza e mai con un approccio vittimistico.

Nelle pagine del volume si susseguono tanti ricordi nei quali prevale il legame affettivo con le persone, con gli oggetti, con gli eventi dai quali, rivissuti con la maturità acquisita negli anni, è più facile far emergere l’insegnamento che hanno dato.

L’autore evidenzia che c’è una cosa che non cambia mai nel tempo: la libertà dell’uomo di scegliere lo spirito con cui affrontare la vita! E questo è un impegno individuale, una responsabilità alla quale nessuno può venir meno.

Il libro inizia con una poesia/premessa che evidenzia la leggerezza con la quale diffonde la sua ben profonda filosofia di vita. I racconti rappresentano degli affreschi del mutamento dei costumi nel corso di più di mezzo secolo. Molti dei ricordi dell’autore sono ambientati a Bella, la cittadina lucana dei nonni materni dove ha trascorso le estati dell’infanzia e gli anni della guerra, quando rappresentò il porto sicuro nel quale rifugiarsi dai maggiori rischi ai quali si era esposti in città, a Napoli, dove nacque e vive tuttora; altri ricordi risalgono alle esperienze vissute proprio a Napoli e nei vari luoghi che ha conosciuto durante numerosi viaggi in giro per il mondo.

This post was published on Feb 22, 2021 18:02

Marina Topa

Insegnante di lingua e letteratura francese. Per caso ha conosciuto il "Pianeta Infanzia" e si è con slancio catapultata nella scuola dell'Infanzia dove, sempre per caso, ha scoperto di amare la scrittura.

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