Attualità

Silema, l’app per non morire da soli

In un mondo sempre più aperto a nuove tecnologie, fa parlare molto di sé una nuova app che sta letteralmente spopolando in Cina: il suo nome è Silema, che tradotto in poche parole corrisponde ad una domanda alquanto macabra, ovvero “Sei morto?”. Ogni giorno l’utente clicca un pulsante per confermare di essere ancora vivo e, se non lo fa, entro 48 ore parte l’allarme con cui l’app avvisa il contatto di emergenza scelto. Costo? Un euro. Successo? Travolgente. Ad usarla sono soprattutto giovani lavoratori e studenti che vivono da soli, spesso lontani dalla famiglia, persone che convivono con una paura silenziosa ma concreta: morire senza che nessuno se ne accorga. Sui social cinesi qualcuno lo ha scritto senza giri di parole: “Se morissi da solo, chi verrebbe a saperlo e a seppellirmi?”, una frase che fa venire i brividi, ma che spiega meglio di qualsiasi parola sul come il mondo stia diventando sempre più solo. Dietro al boom di Silema c’è però un problema enorme: la Cina sta facendo i conti con una crescita impressionante dei nuclei monofamiliari (non è un caso che secondo il Global Times entro il 2030 si potrebbe arrivare a 200 milioni di famiglie composte da una sola persona).
C’è da riflettere in questo caso su un dato, triste: non temiamo più tanto di morire, quanto di farlo senza testimoni, senza una mano che bussi alla porta perché “non rispondi da due giorni”. Oggi abbiamo tanti contatti “virtuali” ma zero persone che si accorgono se spariamo. Ecco che deleghiamo all’algoritmo quello che una volta faceva il vicino, l’amico, la famiglia: preoccuparsi. La verità è scomoda, stiamo imparando a vivere da soli così bene che non sappiamo più vivere insieme. E quando l’umanità non basta più, chiamiamo un’app. Triste? Sì. Ma soprattutto terribilmente reale.

This post was published on Gen 15, 2026 10:14

Fabio Iuorio

Osservatore del sociale a 360°, amo scrivere e guardare Oltre. Ho amato il ruolo di giornalista fin da bambino, mi piace poter approfondire temi a sfondo sociale spesso ignorati dalla società moderna. Che dire, sono un eterno sognatore di un mondo come quello descritto da John Lennon in Imagine, un mondo dove non esistono discriminazioni e guerre, nulla per cui uccidere o morire.

Recent Posts

Frammenti di una liturgia partenopea: Sanremo come ipertesto vesuviano

di Michelangelo Iossa Liquidare il trionfo sanremese di Sal Da Vinci come un mero accidente…

6 ore ago

Sal Da Vinci vince il Festival di Sanremo 2026. Il trionfo di chi non ha mai smesso di crederci

Certe volte le favole esistono davvero, e quest’anno hanno avuto la voce e il volto…

10 ore ago

Notte di fuoco tra Iran, Israele e Stati Uniti: tensione alle stelle nel Medio Oriente

È stata una notte che rischia di cambiare gli equilibri nel Medio Oriente: Israele e…

1 giorno ago

Premio “Librerie Straordinarie”. La libreria iocisto tra le candidate

C’è chi apre una libreria per vendere libri e chi la apre per cambiare il…

1 giorno ago

Domenica al Museo a Ercolano: ingresso gratuito e visite guidate tra storia e cibo antico

Il Parco Archeologico di Ercolano informa che torna l’appuntamento con Domenica al Museo, l’iniziativa promossa…

1 giorno ago

Standing ovation all’Ariston: lacrime e applausi per Sal Da Vinci

Un’ovazione che parte timida e diventa un boato e tutti in piedi. Questo lo scenario…

2 giorni ago