Attualità

“Senza consenso è stupro”: il 15 febbraio presidio a Napoli contro la riforma del 609 bis

Anche Napoli e la Campania si mobilitano contro la proposta di riscrittura dell’articolo 609 bis del Codice Penale presentata dalla senatrice della Lega Giulia Bongiorno. L’appuntamento è fissato per il 15 febbraio alle ore 11 in Piazza del Plebiscito, in contemporanea con altre iniziative in diverse città italiane e in vista della manifestazione nazionale prevista a Roma il 28 febbraio.
Al centro della protesta la modifica che, secondo le promotrici del presidio, cancellerebbe la centralità del consenso libero e attuale, principio votato all’unanimità alla Camera, introducendo invece il riferimento al dissenso. Una scelta che, denunciano, rischierebbe di “spostare ancora una volta il processo sulla vittima”.
“Il consenso non si interpreta, sul consenso e sulla libertà delle donne non si media. Chiediamo di tornare al testo approvato alla Camera oppure di non procedere ad alcuna riforma“, afferma il Comitato Senza consenso è stupro Napoli e Campania, nato dopo la mobilitazione davanti al Senato a sostegno delle parlamentari contrarie all’emendamento.
Al presidio aderiscono numerose realtà del territorio: i centri antiviolenza di Napoli (Centrale-Arcidonna D.i.Re, Materdei-Dedalus, Vomero-Salute Donna, Fuorigrotta-Maddalena, Ponticelli-Le Kassandre, Scampia-Dream Team Donne in rete, Arzano-Donne Insieme), le cooperative sociali Eva e Dedalus con i rispettivi centri e case rifugio, la Fondazione Una Nessuna Centomila, i sindacati Cgil e Uil di Napoli e Campania, le Democratiche della Campania, la Consulta regionale per la condizione della donna, la Rete Sguardo Femminista, l’Anpi Collinare Aedo Violante e diverse associazioni e organizzazioni del territorio.
La mobilitazione cade in una data simbolica: il 15 febbraio 1996 veniva approvata la legge n. 66 che trasformò la violenza sessuale da reato contro la morale a delitto contro la persona. “A trent’anni da quella conquista” sottolineano le promotrici “non intendiamo arretrare“.
L’invito alla partecipazione è rivolto “alle donne, alle realtà femministe, alle organizzazioni della società civile, agli uomini e a tutte le persone che non si riconoscono nel privilegio patriarcale“. La richiesta è chiara: fermare una riforma considerata un passo indietro nella tutela della libertà e dell’autodeterminazione.

This post was published on Feb 11, 2026 8:55

Redazione

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