di Emanuele La Veglia
Nella novità del giorno in Vaticano, sono due i protagonisti: da un lato Jorge Mario Bergoglio, salito al soglio pontificio nel marzo scorso come Papa Francesco, dall’altro il presidente della C.E.I. (Conferenza Episcopale Italiana), Angelo Bagnasco.
Papa Francesco procede nella sua riforma della Curia Romana, che è divisa in nove congregazioni, agendo sulla Congregazione dei Vescovi da dove decide di sollevare Angelo Bagnasco per sostituirlo con l’arcivescovo di Perugia, Gualtiero Bassetti, uno dei tre vice di Bargnasco nella presidenza della Cei, che rimane comunque ancora a lui, ma il Pontefice non ne ha mai tanto elogiato l’operato.
E ora la frattura è evidente, ma si doveva intuire qualcosa quando all’elezione del 13 marzo, dopo la fumata bianca la CEI aveva diffuso il nome di Angelo Scola, che invece come si suol dire parlando di Conclavi “è entrato Papa ed è uscito cardinale”
Insomma, la rivoluzione di Papa Francesco coinvolge tutte le sfere e non risparmia nessuno, anche se per il momento Bagnasco è confermato nel ruolo che più conta (ma con direttive del tutto nuove).
Continua quindi il declino della “lobby genovese”: via Bertone, in difficoltà Bagnasco, spedito in Brasile Marco Simeon e declassato al ruolo di penitenzierie maggiore Mauro Piacenza, ex potentissimo prefetto per la Congregazione della Fede.
Una Chiesa che cambia…
19 dicembre 2013
This post was published on Dic 19, 2013 19:52
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