Sull’edizione odierna del Corriere dello Sport, un articolo racconta come sia cominciata la storia d’amore tra Pepe Reina e il Napoli. Un racconto vero e proprio che comincia 13 anni fa.
“Correva l’anno 2002, e Reina, allora ventenne portiere di proprietà del Barcellona ancora fornito di capelli, sebbene piuttosto stempiato, decise di concedersi la classica crociera nel Mediterraneo insieme con la sua signora, Yolanda, prima di cominciare la stagione in prestito al Villarreal. Tra le tappe, manco a dirlo, Napoli, meta irrinunciabile per un andaluso, uomo del Sud spagnolo, cresciuto nel Barça. Sì, quella città voleva proprio visitarla per bene: ed è qui che entra in scena il signor tassista (il futuro amigo). Michele Maturo: licenza 2454”.
Si perché protagonista fondamentale della storia è proprio il signor Michele. Tassista di professione, napoletano di nascita e tifo. Reina e Maturo hanno modo di parlare tanto e il portiere spagnolo rimane letteralmente rapito dal suo interlocutore e dalla bellezza della città che questi gli mostra. Ma non solo. Maturo va oltre e dice a Reina che un giorno verrà a giocare nel Napoli. Pepe, stupito e affascinato dalla previsione, gli promette una maglietta del Villarreal con dedica. Cimelio che, però, non arriverà mai a causa di un problema nella spedizione. Tornando addirittura al mittente.
Ma certi amori, è proprio il caso di dirlo, non finiscono. Fanno dei giri immensi e poi ritornano. Reina ritrova la maglia al momento del trasferimento a Monaco di Baviera la scorsa stagione e quando torna a Napoli quest’anno, incontra un altro tassista. Che, però, di cognome fa proprio Maturo. Ed è il figlio di Michele. Cui Pepe avrà modo di dare, finalmente e di persona, quella maglia con dedica.
This post was published on Dic 4, 2015 13:43
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