Durante il pomeriggio è stato possibile seguire la diretta streaming su: www.provincia.torino.gov.it/speciali/2013/eternit/diretta.htm
E’ stato condannato a 18 anni di reclusione per disastro doloso l’imprenditore Stephan Schmidheiny, imputato a Torino nel processo Eternit. Aumento di due della pena in primo grado; infatti lo svizzero era stato condannato a 16 anni. Il risarcimento ammonta a 30,9 milioni di euro, la somma che la Corte d’Appello di Torino ha accordato al Comune di Casale Monferrato con la sentenza del processo Eternit.
Nella città della provincia di Alessandria la multinazionale dell’amianto aveva il suo stabilimento italiano più importante e, di conseguenza il numero delle vittime era più alto. Alla Regione Piemonte, che si era costituita parte civile, i giudici hanno invece riconosciuto un risarcimento di 20 milioni di euro.
Quella di Torino è una “sentenza incoraggia la battaglia delle vittime dei familiari e delle persone oneste per un mondo migliore senza amianto e senza quella sete di profitto cui sacrificare vite umane“.
L’Osservatorio Nazionale Amianto nel commentare la condanna che la Corte d’Appello di Torino ha inflitto all’imprenditore svizzero Schmidheiny, ha preannunciato che “proseguirà la sua battaglia per avere giustizia per le altre vittime, quelle di Napoli, come quelle di Siracusa, come di ogni altra parte d’Italia cadute per via delle fabbriche di Eternit lì presenti, così come nei confronti di ogni altro responsabile“
This post was published on Giu 3, 2013 13:38
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