Finalmente le accuse del commissario straordinario del Porto di Napoli Karrer fanno breccia nelle coscienze responsabili. Tra le varie accuse di cui avevamo discusso gli innumerevoli rimandi a ostruzionismo e boicottaggio da parte di alcuni alti funzionari, avevamo posto l’attenzione su alcune irregolarità inerenti i rapporti di questi con amici e clienti.
La condizione del Porto di Napoli è gravissima, “drammatica”, e non sembra regredire, stando a come attualmente le cose continuano ad essere. Le lamentele di Karrer erano oscure allusioni fin quando non si parlò delle “antenne”, dei galoppini di guardia ad interessi rimandanti la presidenza Caldoro.
Le concessioni che sono state operate in questi anni sono a dir poco fantasiose, molti ritengono che le infrastrutture pubbliche del Porto siano proprietà privata di signorotti locali e, molto probabilmente, se le cose non dovessero cambiare nulla seguirà agli annunci e ai proclami di grandi progetti di risanamento.
Rivela il commissario Karrer che massima disponibilità è stata offerta dal Comune di Napoli, i rapporti con Confindutria, la Camera di Commercio e la Provincia di Napoli sono buoni, ma il problema sembrerebbe il governo regionale.
Il Porto di Napoli necessità di una razionalizzazione, di un’aumento d’efficienza dell’organico (che di per sé è il 40% in meno rispetto a quello che dovrebbe essere) e il totale stravolgimento del progetto di riqualificazione del Porto del precedente commissario Angrisano.
Tra le altre problematiche del Porto di Napoli la Procura ordinaria ha sollevato la questione di un presunto danno erariale, e in primis all’autorità portuale di Napoli. Magistrati e Guardia di finanza hanno incominciato ad indagare le irregolarità per quanto riguarda la mancata riscossione di canoni e somme vantati dall’Autority, e in virtù della quale la Corte dei Conti ha dato procedimento al sequestro conservativo di 7,5 milioni di euro. Attualmente sono indagate 7 gestioni del Porto di Napoli passate.
This post was published on Nov 13, 2014 15:22
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