PH CREDIT SABRINA CIRILLO
Il collettivo partenopeo pubblica il nuovo disco in digitale dal 16 aprile e in vinile dal 16 maggio per Retro Records. Nove tracce che fondono virtuosismo brasiliano, orchestre da ballo italiane e colonne sonore anni ’60. Un ponte sonoro tra le gafieiras di Rio e i vicoli di Napoli
C’è un luogo dove il Mediterraneo incontra i tropici, dove la polka europea dell’Ottocento si fonde con il ritmo africano e dove la nostalgia di un porto diventa musica. Questo luogo è Napoli, e da questo humus fertile nasce Orchestra Topica, collettivo musicale che dal 2021 porta avanti una raffinata operazione di sintesi culturale. Il quintetto annuncia ora il suo secondo album, “Magic Umbu”, in uscita in digitale il 16 aprile e in vinile il 16 maggio per Retro Records, con un live showcase di presentazione previsto a Napoli nella stessa data.
Lo Choro è un genere strumentale nato a Rio de Janeiro tra Ottocento e Novecento dall’incontro tra balli europei — polca, valzer, mazurka — e ritmi afro-brasiliani. È da sempre musica di “ritorno”, e proprio su questo concetto Orchestra Topica costruisce la propria identità: se un tempo il Brasile rielaborava la musica del Vecchio Continente, oggi il quintetto restituisce il favore contaminando il linguaggio brasiliano con le proprie radici napoletane, europee e mediterranee. Nata come una spontanea Roda de Choro partenopea, la formazione ha presto trasformato questo dialogo in un progetto discografico e performativo che unisce tre anime: quella napoletana, turco-genovese e franco-algerina.
Il secondo album è pubblicato da Retro Records e conta nove tracce che spaziano dal virtuosismo contrappuntistico dei chorões alle atmosfere delle orchestre da ballo italiane, passando per composizioni tipiche delle colonne sonore degli anni ’60 — con riferimenti a Gorni Kramer e Piero Piccioni — fino alla musica da ascolto cameristica. Ispirandosi a giganti come Hermeto Pascoal, Zé da Velha, Silvério Pontes e il leggendario Paulo Moura, l’Orchestra Topica non si limita a eseguire ma reinventa, creando un ponte ideale tra le gafieiras di Rio e i vicoli di Napoli. Il percorso dell’Orchestra era iniziato nel 2024 con l’album d’esordio “Chorando a Napoli”, e anche in questo secondo capitolo si intrecciano tradizione melodica italiana e stile brasiliano dello Choro in un dialogo che attraversa epoche e continenti.
Responsabili del progetto sono cinque musicisti con storie e background differenti, uniti dalla passione per la ricerca e l’improvvisazione: Roberto Dogustan (Genova), chitarra a 7 corde e pilastro armonico del gruppo; Davide d’Alò (Napoli), clarinetto, già membro dei Posteggiatori Tristi; Joe Zerbib (Parigi), trombone, con esperienze nei Les Vilains Chicots e nella band napo-balcanica Bagarija Orkestar; Gibbone (Napoli), percussioni, reduce da esperienze con Gentleman’s Agreement, Le Loup Garou e Pegaonda; e Francesca Diletta Iavarone (Napoli), flauto e sonorizzazioni teatrali, attiva anche con Fitness Forever, Bassolino e I Catechisti.
This post was published on Mar 27, 2026 8:33
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