Dal monologo generazionale di Monir Ghassem al racconto storico di Nicola Acunzo: tre giorni di spettacoli tra ironia, memoria e impegno civile.
Il Nuovo Teatro Sancarluccio di Napoli propone una settimana ricca di appuntamenti, confermandosi spazio attento alla contemporaneità e alla memoria storica. In cartellone, a partire da giovedì 15 gennaio, uno spettacolo di stand up comedy e, nel weekend, una produzione di teatro civile che affonda le radici nella storia del Sud Italia.
Giovedì 15 gennaio alle ore 20:30 va in scena “Articolo 1”, monologo di stand up comedy firmato e interpretato da Monir Ghassem.
Lo spettacolo racconta con ironia e lucidità la condizione lavorativa dei neo laureati italiani, osservando il difficile passaggio alla vita adulta. Dai colloqui infiniti alle candidature online senza risposta, dai contratti precari alla ricerca di una casa, fino alla difficoltà di spiegare ai propri genitori un mondo del lavoro sempre più instabile.
Il racconto è attraversato dallo sguardo tipico di una generazione cresciuta dopo il 2020: consapevole, disorientata, ma capace di affrontare il caos con una serenità disarmante. Un ritratto diretto e ironico dei millennials alle prese con un futuro che spesso non mantiene le promesse.
Da venerdì 16 a domenica 18 gennaio arriva invece “Il Sindaco Scomparso”, spettacolo scritto e interpretato da Nicola Acunzo, con la regia di Giancarlo Sammartano. Le repliche sono in programma venerdì e sabato alle 20:30 e domenica alle 18:00.
Al centro della scena la figura di Lorenzo Rago, sindaco socialista di Battipaglia, scomparso misteriosamente la sera del 20 gennaio 1953. Attorno alla sua vicenda si costruisce un racconto epico dai contorni oscuri, che intreccia politica, affari, criminalità, famiglia e territorio nell’Italia del dopoguerra.
Imprenditore affermato durante il Fascismo, monarchico dopo la Liberazione, poi vicino all’Uomo Qualunque e infine al socialismo nenniano, Rago è un personaggio complesso e contraddittorio. Sindaco dal 1948, vive cinque anni di intensa attività politica e sociale, intrecciata con l’industria conserviera del pomodoro e con ambienti criminali legati al contrabbando.
Nel racconto emergono relazioni pericolose e nomi noti della cronaca dell’epoca, fino al rapimento e alla scomparsa senza ritorno del 1953. Un caso mai risolto, rimasto sospeso tra inchieste, silenzi e ipotesi.
Lo spettacolo si sviluppa come una drammaturgia in cui Lorenzo Rago dialoga con un immaginario tribunale della storia, ricostruendo la propria vita e difendendo le proprie scelte. Ricorda tutto, tranne l’istante decisivo del rapimento. Proprio in quel vuoto si annida il cuore della narrazione, affidato al non detto e al linguaggio del corpo teatrale.
Non un semplice monologo, ma un confronto serrato con voci, immagini e fantasmi del passato. “Il Sindaco Scomparso” si configura come un esercizio di memoria civile e un affresco antropologico del Sud Italia, capace di sorprendere e coinvolgere il pubblico con continui colpi di scena.
This post was published on Gen 12, 2026 14:38
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