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Mercoledì 19 gennaio 2022, Nuovo Teatro Sancarluccio “Forse una farsa” di Tato Russo

Nuovo Teatro Sancarluccio – In scena la storia tragicamente scherzosa di tre attori molto diversi fra loro, alle prese con la crisi del teatro, specchio della società attuale

Sarà il Nuovo Teatro Sancarluccio, storica sala partenopea, a ospitare, mercoledì 19 gennaio 2022 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 6 febbraio) il debutto di Forse una farsa divertimento in due atti di Tato Russo che vedrà in scena Mario Brancaccio, Sergio Del Prete e Riccardo Citro, che firma anche la regia dello spettacolo.

Presentato da TTR Il Teatro di Tato Russo l’allestimento si avvale delle scene a cura di Peppe Zarbo, i costumi di Federica Del Gaudio, le musiche di Zeno Craig.

Commissionato, alla sua prima assoluta, dal Festival di Ferento, Forse una farsa è un testo storico del primo Tato Russo, che racconta in maniera tragicamente scherzosa la storia di tre attori molto diversi tra loro alle prese con la crisi del teatro di prosa.

Pur avendo idee contrastanti sulla visione del teatro, costituiscono una compagnia teatrale e mettono in scena la farsa Il Casino di Campagna di Kotzebue, ricorrendo a una comicità mirata al divertimento e che, attraverso screzi, scherzi, travestimenti, tensioni e dialoghi surreali, rivela un’immagine impoverita della società attuale.

“Quando Tato Russo ha deciso di affidarmi questo testo – così le parole del regista – ero a dir poco entusiasta di poterlo mettere in scena in un periodo storico come questo. Man mano che leggevo il testo mi stupivo di quanto fosse un “meccanismo perfetto”, attualissimo e adatto a tutti, intrigante e provocatorio”.

Forse una farsa evidenzia con fare burlesco le dinamiche e le diversità dei tre attori, che per sopravvivere alla crisi costituiscono con difficoltà una compagnia teatrale, mescolando la poesia con la farsa e anticipando il concetto della comicità attuale, spesso proposta al grande pubblico con tormentoni e battute prive di contenuto, solo per strappare la risata facile.

Questo concetto smuove sia la storia sia l’idea di messinscena, che se da un lato mantiene i canoni della farsa, dall’altra mostra quanto, purtroppo, sia depauperata la società odierna, completamente svuotata dai sentimenti e in balìa di una continua incertezza sul fare o non fare, sul dire o non dire.

A quarant’anni dalla sua prima messinscena, Forse una farsa ritrova tutta la sua amara attualità, e ben ritrae la difficile stagione del teatro ai giorni nostri. Ogni parola è un’infernale “tarantella” di suoni e voci che assomigliano a un atto d’amore e una maledizione al tempo stesso. Le risate si mescolano al mondo di delusioni per la sorte di ogni teatrante, che, sovente, per ragioni di sopravvivenza è costretto a reinventarsi.

Mercoledì 19 ˃ domenica 6 febbraio 2022

Napoli, Nuovo Teatro Sancarluccio

(feriali ore 21.00, festivi ore 18.00)

TTR Il Teatro di Tato Russo

presenta

Forse una farsa divertimento in due atti di Tato Russo

con Mario Brancaccio, Riccardo Citro, Sergio Del Prete

scene Peppe Zarbo, costumi Federica Del Gaudio

musiche Zeno Craig, assistente alla regia Alessia Menale

regia Riccardo Citro

organizzazione C.G.E. Campania Global Entertainment

durata della rappresentazione 75’ circa

Quando Tato Russo ha deciso di affidarmi questo testo ero a dir poco entusiasta di poterlo mettere in scena in un periodo storico come questo. Man mano che leggevo il testo mi stupivo di quanto fosse un “meccanismo perfetto”.

Attualissimo e adatto a tutti. Intrigante. Provocatorio. Mette a nudo con fare farsesco le dinamiche di tre attori di diverso genere che per combattere la crisi del teatro di prosa costituiscono con difficoltà una compagnia teatrale.

L’autore mette in luce la diversità, mescolando la poesia con la farsa e anticipando il concetto della comicità di oggi che non sempre, ma spesso soprattutto, viene proposta al grande pubblico con tormentoni e battute prive di contenuto, mirate ad una risata facile. Questo concetto smuove sia la storia che l’idea di messinscena, che se da un lato mantiene i canoni della farsa, dall’altra mostra quanto purtroppo è impoverita la nostra società odierna, completamente svuotata dai sentimenti e in balìa di una continua incertezza sul fare o non fare; o sul dire o non dire.

Negli ultimi due anni le nuove generazioni hanno iniziato a vedere come “cosa vecchia e morta” quello che piaceva ai nonni. E se oggi i giovani non vanno a teatro, domani chi occuperà le poltrone? Ma ai giovani purtroppo, lentamente si sta aggiungendo anche il pubblico abituale del martedì, del mercoledì, del giovedì ecc…

Da qui l’esigenza, l’esigenza di riproporre il concetto della stanzialità in un luogo storico come il Nuovo Teatro Sancarluccio.

Riccardo Citro

This post was published on Gen 17, 2022 11:06

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Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Road Tv Italia. La web tv libera, indipendente, fatta dalla gente e con la gente.

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