Cerimonia a Palazzo San Giacomo per l’attore, regista e doppiatore. Manfredi: “Uno dei più grandi interpreti della storia teatrale della città”. Rigillo ricorda Viviani, Eduardo e il successo di “Masaniello”.
Napoli rende omaggio a Mariano Rigillo con la Medaglia della Città. La cerimonia si è svolta a Palazzo San Giacomo e si è conclusa con un’intensa interpretazione del Congedo del viaggiatore cerimonioso di Giorgio Caproni da parte dell’attore, regista e doppiatore.
Un riconoscimento che il sindaco Gaetano Manfredi ha definito «più che dovuto», sottolineando il ruolo ricoperto da Rigillo nella storia culturale e teatrale di Napoli.
«È stata una cerimonia veramente molto emozionante, il riconoscimento a un grandissimo dell’arte del teatro napoletano», ha dichiarato il sindaco.
«Mariano Rigillo rappresenta oggi uno dei più grandi esponenti di una città che ha dato tanto al teatro, ma che ha avuto anche tanto dal teatro, che l’ha saputa raccontare nella sua anima più profonda, nell’anima popolare, nell’anima borghese. E Mariano è stato ed è uno dei più grandi interpreti della storia teatrale della città. Quindi questo riconoscimento era più che dovuto».
Emozionato anche Mariano Rigillo, che ha raccontato di essere rimasto sorpreso dalla decisione di conferirgli la Medaglia della Città.
«Confesso che non me l’aspettavo per niente. È stata una bellissima notizia quando me l’hanno detto, sono molto grato al sindaco. È un modo per continuare a sperare, tutti mi dicono “ma lei è un attore?” e io dico “io fui un attore”. Invece queste cose mi fanno sperare che posso usare ancora il tempo presente», ha commentato.
Rigillo ha poi ripercorso alcuni passaggi della propria carriera: «L’attore, almeno io, in genere è legato a tanti personaggi, non a uno solo. Sarebbe riduttivo. Il Masaniello 50 anni fa è stata una cosa travolgente, siamo stati in tutta Europa. Sono contento perché io per Napoli ho lavorato tanto».
Nel corso della cerimonia l’attore si è soffermato anche sul rapporto con due grandi tradizioni del teatro napoletano.
«A Napoli ci sono due fazioni, la Vivianea e la De Filippo. A me chissà perché mi hanno messo nella fazione Vivianea, ma perché io ho studiato e ho messo in scena Viviani, grazie a Patroni Griffi», ha spiegato.
Rigillo ha poi ricordato un giudizio ricevuto da Eduardo De Filippo: «Eduardo una volta affermò che soltanto io e Massimo Troisi avremmo potuto recitare i suoi testi e il suo teatro».
«Eppure di Eduardo io, tranne le poesie e alcuni poemi come De Pretore Vincenzo, non ho recitato niente sulla scena. Mi hanno offerto tre volte il ruolo di Domenico Soriano e tre volte non l’ho voluto fare», ha aggiunto.
Alla cerimonia hanno partecipato anche il giornalista e critico teatrale Giulio Baffi e il saggista e critico cinematografico Alberto Castellano.
L’appuntamento si è aperto con la proiezione della registrazione del monologo tratto da De Pretore Vincenzo di Eduardo De Filippo, interpretato da Rigillo nel 2014 nell’Aula del Senato, per poi concludersi con l’omaggio a Giorgio Caproni.
This post was published on Ott 12, 2026 17:40
Si parte lunedì 19 ottobre con “Abitare se stessi”, dedicato a consapevolezza, regolazione emotiva e…
Dal 16 al 24 ottobre il Salone delle Colonne ospita l’iniziativa dell’associazione ILMIOFUORIORARIO, patrocinata dal…
Venerdì 16 ottobre confronto tra esperti nella parrocchia Gesù Divino Maestro. Domenica 18 ottobre: una…
Un confronto tra “i ruggenti anni Sessanta e i turbolenti anni Venti” Le grandi trasformazioni…
Da lunedì 12 a giovedì 15 ottobre Anm anticipa la fine del servizio serale per…
Venerdì 16 ottobre la presentazione nel cimitero sotterraneo del teschio con le orecchie Sono terminati…