Miss Italia apre alle trans. Arriva il sì di Patrizia Mirigliani

Le trans a Miss Italia? Perché no! Patrizia Mirigliani ci tiene a essere considerata una donna al passo coi tempi, e decide – forse inaspettatamente per qualcuno – di aprire le porte del più celebre concorso di bellezza italiano anche alle transessuali. La decisione arriva proprio alla vigilia della 69esima edizione del celebre concorso che dal 2013 si svolge a Jesolo: domani e dopodomani infatti ci sarà l’ambita sfida tra le 24 finaliste, tra cui le due bellezze “nostrane” Rosaria Aprea e Anna Cataletti, che culminerà nel gran finale previsto per il 14 settembre, in diretta su La7.

Chi indosserà quest’anno la corona di “più bella d’Italia”? Ancora non possiamo dirlo, ma sembra abbastanza certo che l’anno prossimo, una o più d’una delle aspiranti reginette potrebbe essere una transessuale. A dare la notizia del “sì” di Patrizia Mirigliani anche il sito dell’Arcigay Napoli, che la giudica “una significativa vittoria sociale e culturale del movimento transessuale italiano”. Per aprire le porte alle donne “non di nascita” basterà apportare una piccola modifica al regolamento vigente, che per ora esclude dalla kermesse le donne “non di nascita”. Tutti ricorderanno l’espulsione dal concorso, nel 1992, di una transessuale operata che ambiva a indossare la fascia di Miss Italia. Dal 1992 a oggi però le cose sono decisamente cambiate, e i vertici di Miss Italia sembrano pronti a integrare il concorso di bellezza più famoso del Belpaese con quello parallelo di Miss Trans Italia, nato proprio in risposta a quell’esclusione di 22 anni fa. D’altronde, se è cambiata la società, che ci vuole a cambiare anche il regolamento di un concorso di bellezza?

Miss Italia da sempre accanto alle donne in una fusione tra tradizione e progresso

Patrizia Mirigliani è ottimista. Con questa mossa, la direttrice della kermesse ideata dal padre Enzo Mirigliani, dimostra ancora una volta il carattere avanguardistico di un concorso che, pur preservando valori tradizionali, riesce a essere sempre attento ai cambiamenti sociali e, soprattutto, a schierarsi sempre dalla parte delle donne, qualunque sia la loro storia. Nel 1994 il concorso, prima riservato alle ragazze nubili, venne aperto alle donne sposate e alle mamme, dopo lo strascico di polemiche destate dal caso di Mirca Viola, vincitrice nel 1987 del titolo e poi squalificata perché già sposata all’epoca della vittoria; nel 1996 a destare scalpore fu invece l’elezione a reginetta di Denny Mendez, prima Miss di colore nella storia d’Italia. Oggi, nel 2014, la notizia di una nomina “ad honorem” conferita a Sophia Loren come riconoscimento alla carriera. Domani, nella prossima edizione 2015, una giovane e bellissima trans potrebbe solcare il palcoscenico di Jesolo per contendersi con le altre ragazze l’ambito scettro di “più bella d’Italia”. Perché, in fondo, la bellezza, quella vera, non conosce discriminazioni.

This post was published on Set 10, 2014 15:36

Giuliana Gugliotti

Nasco in Ottobre, prima del tempo. Mi resta addosso l'ansia di fare, negli anni imparo che la fretta è cattiva consigliera. Odio le approssimazioni, amo Napoli, l'odore dei libri e le cose ben fatte.

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