Preoccupazione, rabbia e scalpore da parte di tutti gli studenti che arrivati al quinto anno si preparano alla maturità.
Ma quale è il motivo che ha determinato questa sorte di rivolta?
Diversamente dalle modalità aggiornate dall’aprile 2017, il MIUR ha introdotto nuovi cambiamenti: Invalsi e alternanza scuola lavoro non saranno obbligatori, due prove scritte caratterizzanti l’indirizzo scolastico e un colloquio orale.
Ma è la prova orale a gettare nello sconforto i ragazzi. Il MIUR ha predisposto la creazione, da parte della Commissione, di un numero di buste pari al numero dei candidati, che consentiranno ai singoli studenti di scegliere tra una terna di possibilità che garantiscono eque opportunità a tutti. Ma è proprio questo brancolare nel buio riguardo alle tematiche possibili (che vanno da una fotografia, una tabella, un grafico, un articolo di giornale, ad una semplice immagine) che ha provocato manifestazioni in piazza, lettere aperte e petizioni.
Quella che, secondo il ministro Marco Bussetti, doveva essere un’innovazione e un nuovo modo di elaborare, si è rivelata un’arma a doppio taglio per il Governo che si trova a dover affrontare svariate proteste.
Sebbene la prova orale non sia l’unica motivazione, questa rappresenta un punto che ha determinato la nascita di quella che è stata la prima manifestazione di piazza, lo scorso 25 gennaio. A questa sono seguite poi altre periodiche manifestazioni unite ad una petizione che in pochissimo tempo è riuscita a raggiungere oltre le 10.000 firme tra le quali anche quelle dei professori.
Antonella D’Errico, Vittorio Senzio, Giovanni D’Errico
This post was published on Mar 21, 2019 18:15
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