Categories: Cronaca

L’Università a Scampia: un motore di cambiamento e speranza

Scampia è un quartiere di Napoli che ha spesso fatto parlare di sé per le sue problematiche sociali ed economiche, nell’accezione comune sinonimo di fenomeni di degrado urbano, disoccupazione giovanile e presenza della criminalità organizzata. Tuttavia, da qualche anno a questa parte, Scampia sta vivendo una trasformazione che potrebbe segnare una vera e propria svolta per la sua comunità: l’introduzione e lo sviluppo dell’università nel quartiere.

In questo momento di grande incertezza per il futuro delle giovani generazioni,  l’università a Scampia rappresenta una delle risposte più concrete alla complessa sfida di dare loro nuove opportunità, di educarli e accompagnarli verso un domani migliore. Portare l’istruzione superiore in una zona che storicamente ha visto poche possibilità di mobilità sociale e culturale – come il  Progetti del Polo Universitario di Scampia, promosso dall’Università degli Studi di Napoli “Federico II” grazie alla presenza di facoltà e corsi universitari direttamente nel quartiere – contribuisce a contrastare l’emigrazione di talento e conoscenza verso le aree più centrali della città.

Ma  l’università a Scampia non è solo un’offerta formativa, bensì un vero e proprio investimento sulle risorse umane di un quartiere con un alto tasso di disoccupazione, dove i giovani si trovano spesso a dover affrontare il dilemma di restare o cercare opportunità altrove, e che invece grazie alla cruciale presenza di un’università in loco, possono non solo continuare a studiare ma anche farlo senza dover spostarsi da casa.

Chi conosce la realtà giovanile di Scampia sa come gli studenti universitari che scelgono di frequentare il locale polo universitario – e più in generale tutti i giovani –  siano spesso motivati da una forte volontà di cambiamento, per sé stessi e anche per la loro comunità: questo legame tra formazione e territorio è fondamentale per generare un ciclo virtuoso che può avere effetti positivi a lungo termine.

Peraltro l’Università a Scampia ha un impatto diretto anche sull’economia locale. Il quartiere ha visto un progressivo sviluppo di servizi e attività legate alla vita universitaria – librerie, bar, mense, e spazi di co-working – iniziative che rendono più vivibile il territorio e creano anche nuove opportunità di lavoro, contribuendo a rinvigorire l’economia locale.

Inoltre il campus universitario favorisce un’integrazione più stretta tra studenti provenienti da tutta Napoli e quelli che risiedono nel quartiere, in quanto luogo di scambio culturale, di condivisione di esperienze e di abbattimento di pregiudizi, e riducendo il divario tra chi vive in periferia e chi risiede nelle zone più centrali.

Un valore aggiunto di questa introduzione di un polo universitario proprio a Scampia è la creazione di una rete di supporto che allontana i giovani del quartiere dai rischi di quella marginalizzazione sociale che spesso favorisce le connessioni con realtà camorristiche e criminali. Offrire ai giovani percorsi di studio e opportunità professionali significa infatti rendere disponibili alternative concrete a chi, altrimenti, potrebbe essere tentato dalla strada; e quindi rappresenta un modo efficace per rompere il circolo vizioso del crimine organizzato

Il successo di questo progetto non dipende però solo dall’università stessa, ma anche dalla collaborazione tra Comune, Regione, università, realtà istituzionali, associazioni, terzo settore e i cittadini di Scampia, sinergia fondamentale per creare un ambiente favorevole all’apprendimento, alla crescita e alla riqualificazione del quartiere.

L’università a Scampia non è solo un’opportunità educativa, ma – se il progetto continuerà a evolversi e se verranno potenziati gli interventi di supporto e integrazione – anche una speranza concreta per il futuro del quartiere, che potrà diventare un esempio positivo di trasformazione sociale. Investire nel potente motore di cambiamento dell’istruzione universitaria nel cuore di uno dei quartieri più difficili di Napoli, significa credere nel potenziale di ogni giovane, nella forza della comunità e nel valore della cultura come strumento di riscatto.

La sfida è grande, ma la speranza è che, come in altre realtà simili, la presenza di un’università possa davvero – con una mentalità orientata al lungo periodo – cambiare in termini di inclusione sociale la vita di tanti giovani, dando loro una maggiore inclusione sociale e la possibilità di guardare e costruire un futuro migliore con occhi diversi.

This post was published on Feb 3, 2025 8:30

Mario De Finis

Docente, formatore e autore di testi in ambito universitario. Credo che promuovere insieme una cultura inclusiva e di pace, ispirata da amicizia e solidarietà, possa cambiare la vita e la storia. A partire dai giovani e dai più fragili.

Recent Posts

Piazzale Tecchio cambia nome: omaggio a Giorgio Ascarelli

Un pezzo di storia del calcio napoletano trova finalmente il riconoscimento che molti aspettavano da…

19 ore ago

Hannah Montana compie 20 anni: il ritorno che ha riacceso un fenomeno generazionale

A vent’anni dal debutto su Disney Channel, Hannah Montana è tornata al centro della cultura…

20 ore ago

Enza Alfano al Nuovo Teatro Sancarluccio con “Il cuore nel cassetto”

Dal 27 al 29 marzo la scrittrice protagonista della rassegna “Scrittori a teatro”. Tre appuntamenti…

20 ore ago

Un nuovo ecosistema di inclusione a Casa GLO con più spazi, agricoltura sociale e fattoria didattica

La villa confiscata al boss Zaza diventerà una comunità energetica  Trasformare uno spazio liberato dalla…

20 ore ago

Giornata Mondiale del Teatro, “Oltre il Possibile” a Casagiove: LoveActBe in scena con gli allievi del laboratorio

Venerdì 27 marzo alle 18 al Quartiere Militare Borbonico la performance degli allievi diretti da…

20 ore ago

“Sguardi di Donna”, photo tour nel Rione Sanità: tre appuntamenti tra storia e fotografia

Passeggiata fotografica nel cuore di Napoli con partenza da Porta San Gennaro. L’iniziativa si terrà…

20 ore ago