Categories: Costume e Società

Le cose buone di Nannina – Intervista allo chef Pietro Parisi: “A tavola non devono esistere distinzioni di classi sociali”

Le cose buone di Nannina è la nuova salumeria osteria aperta dallo chef contadino Pietro Parisi a San Giuseppe Vesuviano, nel paese della sua infanzia. Pietro, noto anche come cuoco contadino, oltre ad essere impegnato nella creazione di favolose leccornie per i nostri palati, è impegnato anche nel sociale e supporta progetti come quelli della Comunità di San Patrignano, il progetto LiberaTerra contro le mafie e il Caffè Lazzarelle, quest’ultimo prodotto dalla cooperativa delle detenute della Casa circondariale femminile di Pozzuoli.

Pietro Parisi – Il cuoco contadino

Ragazzo vesuviano dal sorriso aperto e spontaneo, si è formato alla corte di “mostri sacri” della cucina internazionale, quali Alain Ducasse e Gualtiero Marchesi. Dopo alcune prestigiose esperienze in Italia, Francia, Svizzera e negli Emirati Arabi al “Burj al-Arab” (uno degli hotel più lussuosi al mondo), nel 2005 torna in Campania per aprire il suo ristorante: “Era Ora”. L’asso nella manica di questo giovane “cuoco contadino” è la grande tecnica acquisita applicata ai prodotti della sua terra.

Pietro è appassionato di sapori e profumi legati alla sua infanzia. Il sapore e il profumo del ragù della nonna Nannina, che alla domenica avvolgeva la sua casa fin dal primo mattino delle polpette al sugo di pomodoro San Marzano, delle candele spezzate in salsa di “genovese”, ottenuta con purea di cipolla bianca e carne di vitello stufata. Al centro della sua cucina spesso c’è il riutilizzo di tutto ciò che normalmente viene considerato scarto. A bucce, gambi, foglie Pietro dà una nuova vita. “Per educazione e scuola – ama ripetere – sono contrario a qualsiasi spreco, perché spesso è nelle parti meni nobili che si celano i sapori veri”.

This post was published on Gen 17, 2017 11:45

Francesco Healy

Ho sempre odiato, sin dalla nascita, le bugie e le ingiustizie, dunque da grande avevo solo due strade da poter percorrere, quella del detective o del giornalista, ho scelto la seconda e il potere della penna, da sempre affascinato da tale professione.

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