Lo spettacolo scritto e diretto dal regista napoletano racconta l’infanzia del santo patrono e si inserisce nel fitto calendario di festeggiamenti che, fino al 2 agosto, animano il quartiere tra sagre, concerti, processioni e momenti di riflessione spirituale.
di Fabio Iuorio
Un luogo semplice, quasi nascosto, capace però di cambiare una vita. È da qui che prende forma “La mia Pagliarella“, il monologo scritto e diretto dall’attore e regista James La Motta, in programma giovedì 31 luglio alle ore 21, nell’ambito dei festeggiamenti dedicati a San Giustino Maria Russolillo, in programma dal 24 luglio al 2 agosto.
Lo spettacolo propone un racconto teatrale che riporta il pubblico agli anni dell’infanzia del santo, soffermandosi sul suo primo incontro con Dio e, al centro della narrazione, c’è proprio la “Pagliarella”, luogo che diventa simbolo di raccoglimento, crescita spirituale e dialogo interiore, trasformandosi in uno spazio dove fede, speranza e vocazione prendono forma. Attraverso un linguaggio diretto e coinvolgente, James La Motta accompagna gli spettatori in un viaggio che intreccia spiritualità ed emozioni, dando voce ai momenti che hanno segnato il cammino umano e religioso di San Giustino Maria Russolillo. L’appuntamento rappresenta uno degli eventi più significativi del calendario dei festeggiamenti, con l’obiettivo di offrire non solo uno spettacolo teatrale, ma anche un’occasione di riflessione sul valore della fede e della ricerca personale.
James La Motta, artista napoletano con una lunga esperienza tra teatro, cinema e televisione, è autore, regista e interprete di numerosi spettacoli, questo suo monologo andrà in scena il 31 luglio alle 21, nell’ambito delle celebrazioni in onore di San Giustino Maria Russolillo, offrendo al pubblico un momento in cui teatro e spiritualità si incontrano per raccontare una delle pagine più significative della vita del santo.
Il monologo è solo una delle tappe di un calendario molto più ampio. I festeggiamenti si aprono il 24 e il 25 luglio con la sagra enogastronomica al Vocazionario di via Torricelli, per proseguire ogni sera con il Santo Rosario, la Santa Messa e uno spettacolo: il Gruppo Folkloristico Città di Agerola, Spaccanapoli con “O’ Raccontano a Napule 2.0” e, il 29 luglio, “Sud in Sound”, le serate comiche di Antonio Fiorillo e del duo Max Cimino-Genny Sacco. Dal 30 luglio si entra nel Triduo vero e proprio, ospitato dalla Parrocchia Sacra Famiglia, con le Messe presiedute rispettivamente da monsignor Carlo Villano, vescovo di Pozzuoli e Ischia, monsignor Antonio De Luca, vescovo di Teggiano-Policastro, e monsignor Francesco Beneduce, vescovo ausiliare di Napoli. Ai momenti più raccolti si alternano appuntamenti musicali come il concerto della Fanfara dei Carabinieri e le esibizioni di Susy Graziano e Rico Femiano. La giornata conclusiva, il 2 agosto, si apre con le Sante Messe al Santuario San Giustino Maria Russolillo e prosegue in serata con la processione del simulacro del santo per le strade di Pianura, lungo un percorso che tocca via Torricelli, via Rocco Scotellaro, via Ignazio Silone, via Comunale Vecchia, via San Donato, via Napoli, piazza San Giorgio e corso Duca d’Aosta, accompagnata dalla Banda Musicale Città di Bacoli. A presiedere la Messa serale sarà padre Ciro Sarniataro SDV, Superiore Generale dei Vocazionisti, mentre chiudono la giornata l’estrazione della lotteria e lo spettacolo pirotecnico.
Dietro “La mia Pagliarella” c’è un intenso lavoro di ricerca, fede ed emozioni. Ne ho parlato proprio con l’artista partenopeo in questa breve intervista:
Ciao James, “La mia pagliarella” non è una semplice biografia teatrale, ma un dialogo immaginario tra San Giustino Maria Russolillo e Dio. Perché hai scelto questa forma narrativa invece di raccontare la sua storia in modo tradizionale?
Ritengo che sia una forma di comunicazione più efficace e d’impatto per il pubblico che ascolta . Ho voluto entrare nella sfera intima del Santo rendendolo terreno e con le sue fragilità confessandosi a Dio.
Nel monologo emerge un forte messaggio rivolto ai giovani, soprattutto sul rischio di vivere più nei social che nelle relazioni reali. È un tema che senti particolarmente vicino anche nella società di oggi?
Sento fortemente ed ormai sono anni che denunciamo questa forma di non comunicazione dei ragazzi facendo sensibilizzazione attraverso quelli che sono i progetti che vedono coinvolti i giovani e dare loro gli strumenti giusti per sfuggire dalla chiusura totale nei social o i device che li estraniano dai veri sentimenti .
Entrare nei pensieri di un santo richiede anche una grande responsabilità: come hai affrontato questa sfida?
Documentandomi e soprattutto non stravolgendo nulla di quella che fosse la sua mission.
Il titolo “La mia pagliarella” richiama un luogo semplice ma ricco di significato. Cosa rappresenta simbolicamente e perché hai deciso di metterlo al centro del monologo?
Perché luogo di incontro e di culto dove San Giustino soleva incontrarsi con altri giovani e vivere le proprie emozioni e raccoglimento in preghiera.
Nel monologo si percepisce un forte legame con il territorio di Pianura e con le origini di San Giustino Maria Russolillo. Quanto è stato importante valorizzare le sue radici per raccontarne la grandezza?
L’ordine di San Giustino non ha bisogno di ulteriore luce perché ne riflette di propria già da anni con le sue opere a livello mondiale.
Tu sei autore, regista e interprete di quest’opera. Vivere il monologo in tutte queste vesti cambia il modo di raccontare la storia? E cosa ti ha lasciato personalmente questa esperienza?
Mi ha lasciato una bellissima emozione e grande responsabilità ma allo stesso tempo da credente quale sono mi porta anche tanta serenità perché quando parlo della sua storia rivivo luoghi a me cari dove ho abitato e dove ho trascorso l’infanzia ed ho fatto il percorso di battesimo, comunione e di cresima … Rientrare in quei luoghi di una volta mi ha fatto rivivere emozioni attuali e di grande piacere. Perché un bel periodo della mia vita di spensieratezza. E di avvicinamento a Dio e la sua grandezza.
Tra spiritualità, teatro e tradizione popolare, “La mia Pagliarella” si inserisce nel programma dei festeggiamenti come uno degli appuntamenti dedicati alla figura di San Giustino Maria Russolillo, offrendo al pubblico l’occasione di conoscere, attraverso il linguaggio teatrale, una pagina significativa della sua vita.
This post was published on Lug 27, 2026 8:48
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