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La folle richiesta del boss pentito Giuseppe Misso: chiesti 100mila euro di danni alla giornalista Giuliana Covella

Il boss pentito Giuseppe Misso ha chiesto 100mila euro di danni alla giornalista Giuliana Covella, autrice di un articolo pubblicato su il Mattino e di un libro sulla strage del Rapido409. A sostegno di Giuliana Covella è intervenuta la Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi), che scrive: “È evidente che la denuncia è l’ennesimo tentativo di mettere il bavaglio ad un cronista. Nell’articolo riportato negli atti il nome del boss non compare in alcun modo, così come nel libro si precisa che l’ex ras del rione Sanità è stato assolto da ogni accusa (fu condannato in primo grado per detenzione di esplosivo). Alla collega va la solidarietà e il supporto del Sindacato unitario giornalisti Campania e della Federazione nazionale della stampa italiana che richiamano ancora una volta il Parlamento ad intervenire con urgenza per arrivare ad una legge contro le querele temerarie”.

Storia criminale di Giuseppe Misso

Detto Peppe ‘o nasone, Giuseppe Misso è il boss della Sanità, quartiere nel centro storico di Napoli.

Nato nel 1947, mosse i suoi primi passi nel mondo criminale nel campo dei furti e delle rapine, consumate con il suo amico d’infanzia Luigi Giuliano, dell’omonimo e fortissimo clan di Forcella. Finito presto in carcere, Misso ne uscì quando il territorio napoletano era teatro di scontro tra la Nuova camorra organizzata di Cutolo e la Nuova Famiglia.

Aperto un negozio di abbigliamento in via Duomo, finì subito nelle maglie del racket del clan Giuliano, dominante nella zona. Misso si oppose al suo amico di infanzia. Fu l’inizio di  una guerra feroce tra i due. Sanità e Forcella, quartieri limitrofi del centro storico di Napoli, hanno prodotto due storiche famiglie, Misso e Giuliano. Potenti e vicinissime.

La storia di ‘o nasone si incrocia con una triste pagine dello stragismo italiano. Nel 1985 sul rapido Napoli-Milano una bomba uccise 17 persone. Misso, considerato coinvolto nell’attentato, viene condannato all’ergastolo in primo grado, verrà poi assolto in secondo grado e in Cassazione. Ma il giorno dell’assoluzione non sarà momento di festeggiare. Proprio di ritorno dall’udienza, in un agguato viene uccisa sua moglie. L’assassinio viene messo in relazione con lo scontro interno alla Sanità dove l’Alleanza di Secondigliano provava a estendere i suoi tentacoli. Lo scontro sarà piuttosto lungo e vedrà numerosi morti.

Alla apparente vita ritirata e ormai lontana dalle scene della mala vita di Misso che, uscito l’ultima volta dal carcere, si iscrive alla Camera di Commercio per riprendere il suo vecchio lavoro di commerciante di abbigliamento, fanno fronte le relazioni investigative dell’Antimafia che nel 2006 e 2007 lo considerano ancora un capoclan alla guida di una delle più potenti famiglie della camorra cittadina.

Giuliana Covella

Giuliana Covella, nata a Napoli nel 1972 si è laureata in lettere moderne alla Federico II con una tesi in Storia del Teatro Moderno e Contemporaneo. Giornalista professionista.
È stata redattrice del quotidiano “Napolipiù-La Verità“, ha collaborato per il Roma ed attualmente scrive per le pagine di cronache de “Il Mattino“.
Collabora, inoltre, per i settimanali “Gente” ed “Io Donna“.
Ha già pubblicato : Otto centimetri di morte (guida ed. 2010), L’uomo nero agli occhi azzurri (guida ed 2012) e Fiore come me …(Spazio Creativo ed 2013) e Rapido 904- Una strage dimenticata ( Graus ed 2015).
È consulente antiracket di Sos Impresa e consulente per la legalità presso la III Municipalità del Comune di Napoli.

Ha conseguito i seguenti premi:
Premio nazionale “Carlo La Catena” 2012 “per l’impegno civico”, con l’alto patronato di Presidenza della Repubblica, Ministero dell’Interno, Regione Campania, Provincia e Comune di Napoli, Camera di Commercio di Napoli, Istituto Banco di Napoli.
Premio Ente nazionale Protezione animali per la Legalità 2012 “per una scrittura posta al servizio della legalità e alla tutela dei deboli”.
Premio internazionale di Poesia e Narrativa dell’associazione culturale Napoli Cultural Classic 2010 per il libro “Otto centimetri di morte – la fine del sogno di Luigi Sica” (Guida editore).

This post was published on Dic 16, 2016 16:53

Anna Copertino

Napoletana Doc, classe 66. Giornalista. Amo i colori della musica ed il profumo dei libri. Cuore pulsante di Road Tv Italia, in cui mi lancio prima per volontà "fraterna" poi mia. Mi "sporco le mani nel modo giusto", scrivendo di legalità.

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