Ieri c’è stata la presentazione del libro “Le verità sommerse” del comandante Schettino, responsabile del naufragio della Costa Concordia avvenuto il 13 gennaio 2012. Il libro, un’inchiesta della giornalista Vittoriana Abate su quella tragica notte, è stato pubblicato da Graus Editore e ieri nella splendida cornice di Meta è stato presentato al pubblico, alla presenza del comandante Schettino, l’avvocato e docente universitario Cataldo Calabretta, l’ammiraglio Vito Minaudo, l’esperto norvegese di sicurezza navale Arne Sagen Martin e la stessa Abate.
Una presentazione che ha scatenato anche qualche polemica per via della seguente dichiarazione del comandante Schettino: “Questo libro è dedicato a coloro che quella notte sono stati colpiti negli affetti più cari. A loro è dovuta la verità, prima che a chiunque altro. In coscienza rifarei tutto quello che ho fatto”. Non è dunque pentito sulle sue scelte fatte quella notte al largo dell’isola del Giglio.
Ha poi aggiunto che “alcuni capitoli del libro sono stati inviati a esperti del settore che hanno condiviso la mia disamina dell’incidente e delle cause che purtroppo lo hanno determinato”. L’ex comandante Schettino ha poi dribblato abilmente i giornalisti, non rilasciando dichiarazioni in merito alla sua condanna: “Attendiamo le motivazioni della sentenza”. Il Tribunale di Grosseto lo ha condannato a 16 anni di carcere e nei prossimi giorni di conosceranno le motivazioni.
This post was published on Giu 25, 2015 12:09
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