Attualità

Il Cimitero delle Fontanelle riapre l’8 dicembre: Napoli ritrova la sua anima

Dopo cinque lunghi anni di silenzio, il Cimitero delle Fontanelle torna a respirare. L’8 dicembre segnerà la rinascita di uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi di Napoli, chiuso dal 2020 per problemi di stabilità e infiltrazioni.

Siamo pronti“, ha annunciato la vicesindaca Laura Lieto. “Il sito è stato messo in sicurezza e potrà finalmente riaccogliere i visitatori“.

Un lavoro imponente, quello di restauro e consolidamento, che ha riportato alla luce migliaia di ossa e restituito al quartiere Sanità un simbolo profondo della propria identità. Perché le Fontanelle non sono solo un ossario: sono una soglia tra i vivi e i morti, un luogo dove fede, memoria e superstizione si intrecciano da secoli.

Qui i napoletani vengono ancora oggi a “adottare una capuzzella”, uno dei teschi anonimi delle cosiddette anime pezzentelle, chiedendo in cambio una grazia o una protezione. Le teche custodiscono targhette incise con la scritta “Per grazia ricevuta”, piccoli biglietti lasciati da chi crede che la morte non interrompa il dialogo con la vita: “È il mondo dei morti che continua a parlare ai vivi“, raccontano gli operatori pronti alla riapertura.

A firmare il progetto è stato Renzo Piano, che ha donato al Comune il suo intervento: un restauro elegante e rispettoso, con impianti antisismici, reti d’acciaio e luci soffuse che esaltano la suggestione del luogo senza alterarne la sacralità. All’esterno, una piccola area verde e il sagrato della chiesa di Maria Santissima del Carmine diventano nuovi spazi di incontro e silenzio.

La gestione sarà affidata, come per le Catacombe di San Gennaro, alla cooperativa “La Paranza”, nata dal lavoro di don Antonio Loffredo. In vent’anni, il prete della Sanità e i suoi ragazzi hanno trasformato il quartiere in un modello di riscatto, unendo turismo, cultura e opportunità di lavoro. “Le Fontanelle sono un altro passo nel nostro percorso di rigenerazione“, spiegano i giovani della cooperativa. E in effetti, più che una riapertura, è un segno di continuità: la Napoli che non dimentica, che dialoga con i suoi morti e che riesce, ogni volta, a rinascere dalle proprie ossa.

This post was published on Ott 19, 2025 9:59

Fabio Iuorio

Osservatore del sociale a 360°, amo scrivere e guardare Oltre. Ho amato il ruolo di giornalista fin da bambino, mi piace poter approfondire temi a sfondo sociale spesso ignorati dalla società moderna. Che dire, sono un eterno sognatore di un mondo come quello descritto da John Lennon in Imagine, un mondo dove non esistono discriminazioni e guerre, nulla per cui uccidere o morire.

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