di Anna Copertino
E’ partita dalla sede del Gridas, voluta negli anni ottanta da Felice Pignataro, la 30° edizione del Carnevale di Scampia. Da Via Monterosa, ed attraversando il quartiere della periferia nord di Napoli, da anni fortino della camorra e da sempre la più grande piazza di spaccio di tutta l’Europa. Tantissimi gli intervenuti, gruppi da sempre impegnati nel riscatto del quartiere, gruppi scout, rappresentanti delle discariche, comitati anticamorra e tantissimi cittadini. Tra colori, maschere, musica e giocolieri, il lungo corteo ha preso possesso di quelle vie, facendo da parte, chi normalmente è padrone. Luoghi come le cosiddette “case dei Puffi”, piuttosto che spacciatori e tossicodipendenti, hanno visto giovani, giocolieri e mangiafuochi, che con musica e sorrisi hanno lavato il “sudiciume” che vuole intaccare la dignità di un quartiere e della sua gente, gente che da trent’anni riesce ad organizzare una delle feste più belle, che nulla per bravura ed energia ha da invidiare ad altri. Il corteo di carri allegorici, fatti tutti a mano e con materiali riciclabili, che hanno avuto come tema principale: “O la borsa, o la vita” in netta polemica ed ironizzando del governo Monti.
Ai microfoni di Roadtvitalia, le Signore Rossi, Ciro Corona di Libera a Scampia, Anna Maria Cicellyn di Lega Ambiente
This post was published on Feb 22, 2012 13:15
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