Un pomeriggio dedicato alla letteratura, alla memoria e al valore delle proprie radici. Venerdì 16 ottobre, nella suggestiva cornice della sala IN CON TRA del Chiostro di Sant’Agostino di Gragnano, è stato presentato il nuovo romanzo di Alberto Sant’Elia, “Il tramonto mi riempie di nostalgia”, pubblicato da Reginé Edizioni.
L’iniziativa è stata promossa dal Centro Giovani Santa Caterina, insieme al Comune di Gragnano e alla Parrocchia San Leone II, con la collaborazione del Centro Sociale Polivalente “Anni d’Argento”.
Ad aprire l’incontro è stata Marianna Esposito, presidente del Centro Giovani Santa Caterina. Sono intervenuti il sindaco di Gragnano Nello D’Auria, l’assessore agli Eventi Stefania Diligente Tizzani, il parroco di San Leone II don Paolo Anastasio e Virginia Sicignano, presidente del Centro Sociale Polivalente “Anni d’Argento”. Nel corso della serata la professoressa Carmela Patriarca ha dialogato con Alberto Sant’Elia sul romanzo e sul suo percorso artistico e letterario.
La presentazione è stata anche l’occasione per riflettere sul valore dei ricordi, sul rapporto con i luoghi d’origine e sull’importanza di continuare a raccontare le storie capaci di tenere insieme memoria personale e collettiva.
Al centro de “Il tramonto mi riempie di nostalgia” c’è Marco, avvocato napoletano di successo che, dopo la morte della moglie Angela, sceglie di rifugiarsi nella solitudine. A interrompere il suo isolamento è Doriana, una ricercatrice torinese che lo conduce verso una verità dimenticata.
Da Napoli al Cilento, tra antichi palazzi, archivi e segreti tramandati nel tempo, prende così forma un’indagine che riapre i conti con il passato. Una storia nella quale la nostalgia non è soltanto rimpianto, ma diventa uno strumento per interrogare ciò che siamo stati e comprendere ciò che siamo diventati.
La scelta del Chiostro di Sant’Agostino ha assunto un significato particolare anche per il ruolo che quello spazio ha progressivamente conquistato nella vita della comunità, diventando un luogo di incontro e un presidio socioculturale aperto alle iniziative del territorio.
Nato a Napoli nel 1957, Alberto Sant’Elia ha attraversato diversi linguaggi artistici nel corso della sua carriera. Ha lavorato nei principali teatri italiani, dal Teatro San Carlo di Napoli all’Opera di Roma, dal Comunale di Bologna al Regio di Torino.
Nel 1982 ha fatto parte del corpo di ballo di “Fantastico 3” con Raffaella Carrà, tornando l’anno successivo in “Fantastico 4” con Heather Parisi. Nel 1984 ha fondato Espressione Danza, prima scuola e successivamente compagnia di balletto, mentre nel 2002 ha curato le coreografie della fiction Rai “Un posto al sole”.
Sceneggiatore e regista di cortometraggi, Sant’Elia ha esordito nella narrativa nel 2012 con “Dentro la mia vita”, a cui sono seguiti “Gli uni e gli altri”, “Il cancello di ferro battuto”, la raccolta “Cappotto d’inverno” e due fiabe.
La presentazione di Gragnano ha confermato il forte legame tra l’autore e il territorio, con una partecipazione che ha trasformato l’appuntamento in un momento di condivisione intorno alla cultura e alla lettura.
Un ringraziamento è stato rivolto dal Centro Giovani Santa Caterina al Comune di Gragnano, al sindaco Nello D’Auria e all’assessore Stefania Diligente Tizzani per il sostegno all’iniziativa, a don Paolo Anastasio e alla comunità di San Leone II per l’accoglienza, al Centro Sociale Polivalente “Anni d’Argento” e alla presidente Virginia Sicignano per la collaborazione, nonché a quanti hanno contribuito all’organizzazione e alla riuscita dell’incontro, tra cui Anna Iovino, Beniamino Scarfato, Mario Notomista, Maria Fontana, Miriam Vingiani, Tiziana Chiavazzo, Annarita Chierchia, Carmela Patriarca e Raffaele Galasso.
«La cultura ha anche questo valore: farci ritrovare attorno a una storia, ascoltare, confrontarci e riscoprire il piacere di stare insieme». È il senso che ha accompagnato una serata nella quale il libro di Alberto Sant’Elia è diventato occasione per parlare di memoria, comunità e identità.
Nota redazionale: nelle informazioni che mi hai inviato c’è una piccola discordanza sul ruolo di Mario Notomista: un testo dice che ha conversato con l’autore, mentre locandina e altro resoconto attribuiscono il dialogo alla professoressa Carmela Patriarca. Per non forzare il dato, ho indicato Patriarca nel ruolo esplicitamente confermato da più fonti e Notomista tra coloro che hanno contribuito alla serata.
This post was published on Ott 21, 2026 15:21
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