Un boato nel cuore della notte ha svegliato il centro della città di Giugliano. Una banda criminale ha fatto saltare il bancomat della Banca di Credito Popolare in via Aniello Palumbo, nei pressi dello chalet. Secondo una prima ricostruzione, i ladri avrebbero fatto saltare in aria il bancomat piazzando dell’esplosivo all’interno del dispositivo, che al momento del colpo era carico di contanti (una somma consistente) e, subito dopo l’esplosione, sono scappati facendo perdere le proprie tracce. Per coprirsi la ritirata, i malviventi hanno poi sparso chiodi sull’asfalto, una tecnica ormai collaudata per rallentare o bloccare eventuali inseguimenti da parte delle forze dell’ordine e impedire interventi immediati.
Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di Giugliano-Villaricca, che hanno avviato le indagini e i rilievi tecnici; gli investigatori stanno passando al setaccio anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, nella speranza di ricostruire i movimenti della banda e arrivare all’identificazione dei responsabili.
Questo di stanotte è solo l’ennesimo episodio di una scia di criminalità della zona che non accenna a placarsi: topi d’appartamento (anche in pieno giorno), rapine ai negozi, scippi, bancomat esplosi … un elenco che, purtroppo, non sorprende più nessuno. La sensazione diffusa tra i cittadini è sempre la stessa: quella di vivere in un territorio dove la criminalità si muove con troppa facilità, spesso indisturbata, colpendo quando meno te lo aspetti. Di notte, ma anche di giorno, in centro come in periferia. Cambia l’orario, non cambia lo scenario.
Il colpo al bancomat, poi, non è solo un danno economico per la banca , ma un atto che semina paura, perché l’esplosione sveglia famiglie intere: chi abita lì vicino racconta di essersi svegliato di soprassalto, pensando al peggio, con la classica domanda che rimbalza nella testa: “E se fosse successo qualcosa a qualcuno?”.
il problema non è il singolo episodio ma la continuità, la percezione che certi reati siano diventati “routine”. E quando la routine diventa la paura, a pagarne il prezzo sono i cittadini onesti, quelli che lavorano, che tengono aperti i negozi, che rientrano a casa la sera sperando solo di non trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.
This post was published on Gen 29, 2026 9:23
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