Il libro è il frutto di anni di ricerche per trovare documenti inediti, testimoni mai sentiti nei processi, vecchie informative sepolte nei cassonetti. Una controinchiesta che ha portato Paolo a raccogliere la confessione choc di una persona che afferma, a quasi trent’anni di distanza, di essere l’uomo che consegnò le armi ai killer di Siani: due ragazzi del clan Giuliano di Forcella. Mentre si aprono nuovi squarci sul vero ruolo che ebbe il clan Gionta di Torre Annunziata. Come in un noir, il lettore può seguire l’autore nel suo viaggio nel ventre molle di Napoli.
Un racconto che si dipana tra personaggi improbabili, avvocati o sedicenti tali, informatori, camorristi, ex investigatori ed ex giornalisti, e a volte si sofferma a descrivere le sgangherate biografie di alcuni dei principali protagonisti di quello che resta ancora oggi un vero giallo».
Un uomo a quasi trent’anni di distanza rivela che ha dato lui le armi a Paoletto Cotugno e Alessandro Apostolo per l’uccisione di Giancarlo Siani, il 23 settembre 1985, e, dunque, che Armando Del core e Ciro Cappuccio (affiliati del clan Nuvoletta di Marano), ergastolani per l’omicidio Siani, non sono i colpevoli.
This post was published on Dic 3, 2014 14:59
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