Categories: Ambiente e Legalità

Giacomo Zeno, il boss in carcere con un cellulare

Ercolano. Il boss Giacomo Zeno aveva un telefono cellulare mentre era recluso nel padiglione Livorno del carcere di Poggioreale. Ad affermare ciò,  il pentito Gerardo Sannino, interrogato nell’ambito del processo istruito a carico dei presunti responsabili del duplice omicidio dei fratelli Marco e Maurizio Manzo, avvenuto nel febbraio 1997 nel bar Maemi a Terzigno. Secondo le dichiarazioni di Sannino, Zeno, uno dei capi dell’alleanza Birra-Iacomino e, stando alla Dda, artefice del patto mafioso tra il suo clan, i Gionta e i Lorusso, comunicava così con gli affiliati liberi, avendo modo di impartire i suoi ordini direttamente dal carcere.

Nei racconti di Gerardo Sannino si fa riferimento a prima del 2006, ovvero della penultima scarcerazione di Zeno prima dell’ultimo arresto. Il collaboratore di giustizia si trovava nello stesso carcere dal 2001. Cioè lontano da casa quando, nel febbraio del 2007, venivano ammazzati i fratelli Manzo e il boss Antonio Papale.

Camorra, il boss Giacomo Zeno dirigeva da Poggioreale con un telefonino

E’ stato comunque in grado di riferire come fosse venuto a conoscenza delle motivazioni che portarono alla mattanza di quel giorno da Agostino Scarrone: il killer, anche lui oggi pentito, fu infatti arrestato e messo in cella con Sannino a Viterbo, dove raccontò che Giovannino Birra e i suoi luogotenenti avevano deciso di ammazzare i Manzo perché da loro ritenuti implicati nell’omicidio di Giuseppe Infante, cognato di Birra. Circostanze avallate anche dagli altri pentiti. Per una vendetta confermata anche dall’altro collaboratore ascoltato ieri, Ciro Savino. Questi ha parlato anche di un progetto che i Birra avevano studiato ma che, fortunatamente, non venne mai messo in atto

Secondo Savino, il piano sarebbe stato quello di far salire un gruppo di sicari su un autobus di linea diretto a corso Cavour a Torre del Greco, zona in cui vivevano gli esponenti del clan rivale. Giunti così non individuati fuori il palazzo, e immobilizzato l’autista, i killer avrebbero cominciato a sparare all’impazzata contro qualunque affiliato della famiglia avversaria avessero riconosciuto Fortunatamente, è proprio il caso di dirlo, quel progetto non venne mai realizzato.

This post was published on Feb 24, 2015 17:02

Redazione Desk

Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Road Tv Italia. La web tv libera, indipendente, fatta dalla gente e con la gente.

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