In Campania quasi un giovane su tre tra i 18 e i 29 anni non studia e non lavora, un dato che pone la regione tra le realtà europee con la più alta incidenza di NEET, sigla fredda per indicare talenti sprecati, potenziale umano che rischia di andare disperso senza che nessuno se ne accorga davvero. Ma c’è qualcuno che sta provando a cambiare le cose, e lo fa partendo da dove forse ci si aspetterebbe meno: dall’arte, dalla musica, dal cinema.
Prende forma così “GenerAzione CreAttiva. Partecipazione, creatività e innovazione“, il progetto finanziato dalla Regione Campania e promosso dal Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Un’iniziativa che nasce da oltre vent’anni di ricerca sul campo dell’Osservatorio Giovani dello stesso Ateneo, che da tempo studia e analizza la condizione giovanile nel territorio campano. Il progetto prevede tre laboratori creativi completamente gratuiti, dedicati ai linguaggi musicali, audiovisivi e fotografici, aperti a sessanta giovani tra i 18 e i 35 anni residenti in Campania e dove sono benvenuti tanto gli studenti di università, accademie e conservatori, quanto i giovani NEET, quelli che il sistema formativo e lavorativo ha già perso di vista.
“La Voce del Quartiere” accompagnerà i partecipanti nella realizzazione di cortometraggi capaci di raccontare le storie dei territori urbani, intrecciando narrazione cinematografica e indagine sociale; “Ritmi di Cittadinanza” esplorerà il rapporto tra musica, identità culturale e impegno civile, con il rapper Lucariello e il cantautore Giovanni Block come guide, arricchito da masterclass con artisti di rilievo nazionale tra cui la musicista partenopea La Niña; “Fotoracconto Civico” guiderà invece i giovani nella costruzione di un racconto fotografico dedicato alle trasformazioni sociali delle città, con il contributo del fotografo Pino Miraglia, da anni impegnato nella documentazione dei contesti urbani contemporanei.
A spiegare la filosofia che anima il progetto è il coordinatore scientifico, il sociologo Raffaele Savonardo: “Non vengono soltanto attivati percorsi creativi, ma vengono osservati e accompagnati i processi attraverso cui le nuove generazioni interpretano il presente e costruiscono nuove forme di cittadinanza“. Parole che dicono tutto: non si tratta di tenere i ragazzi occupati per qualche settimana, ma di restituire loro un ruolo attivo nella società, di trasformare la creatività da semplice espressione artistica in pratica sociale capace di incidere davvero.
Il bando di selezione scadrà il 30 marzo, e le attività sono completamente gratuite. In una regione dove tanti giovani fanno fatica a trovare il proprio posto tra studio e lavoro, iniziative come questa provano almeno ad aprire una porta. Perché a volte basta anche solo un’occasione concreta per rimettersi in gioco e ripartire.
This post was published on Mar 18, 2026 8:45
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