Cultura

“Donne Fenice”, lo sguardo forte delle donne libro di Veronica Evangelisti

Donne fenice” è uscito il 4 marzo 2020. Veronica Evangelisti è scrittrice, attrice e ha una associazione che si occupa di ambiente e sviluppo sociale, cura del territorio di prossimità e etica ambientale.

Veronica benvenuta. Innanzitutto grazie per l’intervista. Sei una donna multitasking, come si dice ora, che poi significa molto indaffarata in mille progetti. Il tuo principale è la scrittura, quando è nata questa passione?

Si sono molto impegnata, sono anche e soprattutto madre di due bambini. La mia passione è nata quando avevo sei anni ed ebbi la broncopolmonite, scrivevo una sorta di diario, ricordo che scrissi anche il mio testamento, certa di essere prossima alla morte. Durante gli anni ho sempre avuto un diario segreto o scambi epistolari con le amiche di penna. Quando facevo la commessa avevo un quaderno dove annotavo tutte le clienti particolari che entravano in negozio, volevo scrivere un libro. Poi dopo la gravidanza del mio primogenito scrissi Un posto per Victoria perché lui non dormiva mai e durante le nottate con lui attaccato al seno riuscivo a scrivere. La scrittura mi ha salvata dalla depressione post partum.

Il tuo ultimo libro si intitola “donne fenice”, ed è la storia di sei amiche che si ritrovano dopo venti anni per ricordare i vecchi tempi. Ne esce fuori un quadro incredibile di storie di sofferenza e di rinascita anche. Questo spiega il titolo. Come nasce l’idea per questo libro?

Un giorno ero al supermercato insieme alla mia migliore amica dai tempi dell’asilo, Silvia. Incontrammo una nostra compagna delle medie che aveva da poco perso il marito e il figlio in un incidente, mi venne l’idea e dato che io ho un gruppo di amici di scuola elementare, detto: “ quelli che sora tua chiuso!” con cui facciamo spesso delle cene, ho preso spunto anche dalle altre donne. Ci conosciamo da 34 anni. Il titolo nasce da una telefonata con la giornalista Alessandra Paparelli, parlando delle donne e da questa idea ho pensato al titolo e poi ho iniziato a scrivere.

Donne fenice” è ironico, piccante, drammatico, soave e potrei aggiungere altri aggettivi. La tua scrittura è limpida, con una rara abilità a saper raccontare i drammi con “leggerezza”. Come coltivi il tuo modo di scrivere?

Sono ironica e sarcastica per sopravvivenza. Osservo molto le persone, gli atteggiamenti, ascolto le storie della gente, guardo la vita attraverso gli altri: perché di fronte a un problema si hanno diversi punti di vista? Questo mi affascina molto. Per scrivere, come per disegnare, bisogna essere attenti osservatori. Porto con me sempre un taccuino per segnare ogni spunto che potrei dimenticare e se non posso, cerco di fotografarlo mentalmente.

Chi sono le “donne fenice” Veronica secondo te?

Le donne fenice sono quelle persone che non si arrendono, che offrono sempre una possibilità al futuro, che lottano e fanno della resilienza il loro mantra.

Ti cimenti anche con il teatro e con testi teatrali. Cosa ti insegna questa meravigliosa forma d’arte?

Ho iniziato da poco, sono al primo anno nella scuola di recitazione di Cantine Teatrali a Monterotondo, quindi sono una neofita, curiosa e attenta, che ha voglia di imparare e divertirsi. Il teatro insegna a mettersi nei panni degli altri, ad osservare i comportamenti e va di pari passo alla scrittura, anzi l’alimenta! Il teatro è sempre stato il mio sogno fin da piccola, ma per codardia e ignoranza ci ho sempre rinunciato. Poi si arriva a un punto nella vita, al giro di boa degli anni, e si capisce che non c’è tempo per i rimpianti e che non è mai troppo tardi.

Hai anche una associazione che si chiama “Progetto Arca”, un’idea concreta di coesione sociale di progetti da portare avanti. Parlami della tua associazione.

L’associazione nasce da un sogno di Annalisa Cipriano, la presidentessa. Era appena uscito il libro e stavamo in lock down, mi ha chiesto se volessi farne parte e ho accettato, quindi sono la vice. Noi promuoviamo la tutela ambientale, tramite dei laboratori ludici, ed infatti ho creati i libri per bambini di Pina la Lumachina insieme a Roberta Carnevaletti che ha curato le immagini. Attraverso le uscite con le famiglie, la rubrica curata da me Mi rifiuto, le ricette della Cucina del riuso di Stefania Delini, i gruppi G.A.S. e il Banco del riuso nel comune di Mentana. Il nostro scopo è quello di fare rete tra i comuni di Mentana, Monterotondo e Fonte Nuova (RM), per creare una cultura eco sostenibile per un futuro e un esempio per le generazioni che verranno. Il Covid ci ha aperto gli occhi e ci ha insegnato che l’uomo non può andare avanti così.

Quali obiettivi ti sei posta sia per l’associazione che per la tua vita lavorativa?

I miei obiettivi sono ambiziosi ma fattibili. Vorrei che i ragazzi possano tornare a giocare in strada, che i parchi siano vivibili, che gli sprechi siano inferiori. Come scrittrice vorrei diventare una vera sceneggiatrice. Un giorno tra 60 anni vorrei morire soddisfatta della mia vita, sapendo che un segno indelebile l’ho lasciato.

Grazie per essere stata in mia compagnia e in compagnia dei miei lettori e alla prossima.

Grazie a te Daniela, è stato un vero piacere.

IL LINK DI ACQUISTO DEL LIBRO:

https://www.amazon.it/Donne-Fenice-Veronica-Evangelisti-ebook/dp/B085HDHD44

This post was published on Feb 22, 2021 13:04

Daniela Merola

Napoletana, giornalista, formatrice culturale, ufficio stampa, scrittrice. Vivo per coltivare sogni. Amo lo spettacolo della vita.

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