Rubriche

Customer mindset: Questo non è un consiglio

Questo non è un consiglio è un appunto su lavoro, visibilità ed economia digitale.

Non è una guida. Questa rubrica non nasce per insegnare come crescere, monetizzare o “fare meglio”. Nasce per fermarsi un attimo prima. Per guardare il lavoro digitale, la visibilità e la creator economy senza la lente della performance.

Qui non troverai istruzioni da seguire, ma domande da tenere aperte. Perché spesso il problema non è scegliere male, ma scegliere troppo in fretta.

Customer Mindset è una raccolta di riflessioni, strategie e strumenti per comprendere gli utenti nell’era digitale, oltre a essere un libro che trovi su Amazon.

Jose Compagnone (Customer Mindset)

Tutti vedono tutto, quasi nessuno guadagna

La notifica arriva alle 2:37 di notte, quando l’algoritmo decide che quel video “merita un giro in più”.

Sul telefono di Marta, 27 anni, barista di giorno e content creator “quando ci sta”, i numeri scorrono più veloci delle sue dita: 100 mila, 300 mila, 800 mila visualizzazioni. Il suo sfogo semi-ironico sul lavoro precario ai tempi dei boomers – girato al tavolino del bar, con il grembiule ancora addosso – diventa virale nel giro di poche ore.

Nei commenti succede tutto insieme. C’è chi la ringrazia (“finalmente qualcuno che lo dice”), chi la esalta (“sei bravissima”), chi le scrive in privato suggerendole di “monetizzare l’onda”. Qualcuno va dritto al punto: “Finalmente ti svolti la vita, altro che busta paga”.

È una frase che pesa. Perché dentro c’è una promessa implicita, quasi automatica: se ti vedono in tanti, qualcosa deve succedere. Un lavoro migliore, un’entrata extra, una porta che si apre. È l’idea che regge gran parte della narrazione sui social: la visibilità come anticamera del riscatto.

Tre settimane dopo, Marta è seduta allo stesso tavolino. Stessa luce, stesso telefono, stesso bar. A cambiare sono solo i numeri: 1,8 milioni di visualizzazioni totali, follower triplicati, notifiche che continuano ad arrivare. Apre il pannello dei guadagni del programma creator.

La cifra è talmente bassa che fa quasi sorridere: meno di una cena per due in pizzeria.

La sua vita, invece, è rimasta identica. Turni spezzati. Contratto a tempo. Affitto che non aspetta.

L’unica proposta concreta arrivata via email è di un marchio dal nome improbabile. Le chiede una collaborazione “esclusiva”, ma prima serve una piccola cosa: 50 euro di “tassa di attivazione”.

Marta chiude la mail. Non serve molta esperienza per capire che non è un’opportunità, ma una trappola.

In teoria, questa doveva essere l’età d’oro dei nuovi creativi. Una middle class digitale fatta di persone comuni capaci di trasformare talento, storie e competenze in reddito stabile.

Un mondo in cui non servono editori, intermediari o raccomandazioni: basta una buona idea, un telefono e un po’ di costanza.

In pratica, scorrendo il feed, sembra più una corrida permanente. Da una parte chi costruisce valore lentamente, quasi invisibile. Dall’altra chi vende l’ennesimo corso su come “fare 10k al mese con i social”, mostrando estratti conto e dashboard colorate.

In mezzo, una folla enorme di aspiranti creator che genera attenzione, engagement, tempo di permanenza… ma guadagna molto meno di quanto la narrazione ufficiale lasci intendere.

Il paradosso è tutto qui: mai così tante persone hanno creato valore simbolico, e mai così poche sono riuscite a trasformarlo in valore economico reale.

Su TikTok, come sugli altri social, l’economia dei creator assomiglia sempre più a un Far West. Non perché manchino le opportunità, ma perché mancano le mappe. E mentre le piattaforme annunciano nuovi fondi e nuovi strumenti di monetizzazione, torna sempre la stessa domanda, sorprendentemente semplice:

Se qui girano così tanti soldi, perché a me non arriva quasi niente?

La risposta non è immediata, né comoda. Ma non sta nella sfortuna, né nel talento individuale, né nell’ennesimo trucco da scoprire. Sta nella struttura stessa dell’economia dell’attenzione.

Ed è da lì che vale la pena partire.

Se anche tu, almeno una volta, ti sei chiesto perché un contenuto visto da migliaia di persone non abbia cambiato minimamente la tua situazione reale, questa newsletter parla anche di te.

Quando hai capito che visibilità e guadagno non erano la stessa cosa?

La prossima settimana partiamo da lì. Dal sistema, non dalle persone.

Se non ti ha detto cosa fare, allora ha fatto il suo lavoro.

This post was published on Gen 26, 2026 12:43

JCompagnone

Recent Posts

Guida per capire come arrivare a una guerra civile in Usa. Istruzioni all’uso

Siamo vicini a una guerra civile? La questione è seria, ma la risposta va cercata…

1 ora ago

“CRESCITA”, LE SORPRESE DELLA VITA NEL LIBRO DI MAGGIE VAN DER TOORN

“Crescita, una piccola vita, una grande cura” è l’ultimo libro della scrittrice e promoter culturale…

2 ore ago

Al via la 21ª edizione di “No More Plastic Bags”: dalla Calabria il primo modello europeo di Centro Commerciale come “Laboratorio Sociale”

Parte dalla Calabria la nuova edizione della storica campagna NO MORE PLASTIC BAGS di Oceanus. Il Centro Commerciale Due…

2 ore ago

A Palazzo Ricca dibattito “Al Referendum sulla Separazione delle Carriere tra Conservazione e Riforma”

La Fondazione Banco Napoli ospita l’incontro sulla riforma costituzionale  Giovedì 29 gennaio alle 15:30 è in…

2 ore ago

Paolo Mendico: vittima di bullismo e dell’indifferenza

Paolo Mendico si è tolto la vita a soli quattordici anni, perché non ha più…

2 ore ago

Rissa con bottiglie in corso Meridionale, tassista dà l’allarme e salva due feriti

Il Comitato Tassisti di Base elogia il collega intervenuto, Borrelli: “Serve più sicurezza, non bastano…

3 ore ago