di Francesco Monaco
Dopo le quattro sberle europee di un anno fa, l’Italia di Prandelli si ritrova nuovamente di fronte alla Spagna Campione del Mondo. In palio questa volta la finale di Confederations Cup, ma l’esito finale non muta. Gli iberici piegano nuovamente gli azzurri, ma questa volta è tutta un’altra storia.
Le furie rosse riescono ad avere ragione degli avversari solo appellandosi ai calci di rigore. 7-6 il risultato finale, dopo lo 0-0 nei 120′ di gioco.
Se mancano le reti in compenso la partita abbonda di emozioni. Gli spagnoli non hanno la brillantezza delle ultime uscite. L’Italia, col lutto al braccio per la morte di Borgonovo, prende gradualmente in mano il pallino delle operazioni e gioca un primo tempo fantastico, creando occasioni a ripetizioni non sfruttate, però, a dovere. Sulla testa di Maggio le chance più ghiotte.
Giova la mossa di Prandelli di puntare a destra sull’esterno del Napoli e su Candreva, entrambi tra i migliori in campo. Le furie rosse, tuttavia, dopo un primo tempo di smarrimento crescono nel secondo tempo, ma la partita resta in sostanziale equilibrio.
Si deve andare ai supplementari dove prima Giaccherini e poi Xavi pescano il palo, ma il risultato non si sblocca. Gli azzurri risentono forse troppo della cappa d’umidità dello stadio di Fortaleza e chiudono gli ultimi minuti in soffrendo. La Spagna tuttavia non riesce ad approfittarne ed i tiri dal dischetto diventano inevitabili per sancire la seconda finalista dopo il Brasile.
Anche dagli undici metri vige grande equilibrio fino allo sfortunato tiro di Bonucci, che calcia fuori. La Spagna vola in finale contro i padroni di casa mentre noi dovremmo “accontentarci” della finalina con l’Uruguay. Nonostante tutto, si è vista una grande Italia.
This post was published on Giu 27, 2013 23:41
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