Una marcia contro la camorra, questa l’esortazione di Alessandra Clemente, l’assessore alle Politiche giovanili del Comune di Napoli.
L’unità di tutti i napoletani, di tutti i ceti, di tutti i quartieri, contro la criminalità organizzata, per riprendersi, insieme, la città e lo spazio pubblico.
Alessandra Clemente ha vissuto un evento tragico che purtroppo unisce molte persone, l’omicidio per errore della madre. Lei più di altri dunque conosce l’orrore della violenza dei clan e l’importanza di combattere.
Proprio per questo, nel dibattito seguito alle dichiarazioni del pm Henry John Woodcock sulla borghesia che deve uscire dall’isolamento, l’assessore ha esordito: “Sarebbe bello se il 5 dicembre, un anno dopo il grande corteo di Un popolo in cammino, tutta la città marciasse unita contro la camorra“.
Alessandra Clemente si augura di vedere in piazza “uno al fianco dell’altro, il disoccupato e l’accademico, l’intellettuale e il parcheggiatore, il borghese e l’operaio“. Perché, sottolinea, “le ferite inferte dalla criminalità organizzata ci riguardano tutti ed è arrivato il momento di accorciare le distanze fra queste due Napoli che troppo spesso non dialogano“.
Unità, questo chiede l’assessore, perché la camorra è un problema di tutti e non solo di quelli che non hanno voce, e non si può vincere con la repressione indiscriminata. I ragazzi non hanno un destino segnato, si può fare ancora qualcosa, non bisogna arrendersi, ma puntare alla creazione di posti di lavoro e opportunità. A questo proposito Clemente sottolinea: “Io mi sono sempre rifiutata di pensare che ci sia una parte di Napoli da gettare“.
This post was published on Set 12, 2016 10:17
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