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C’erano tre camionisti napoletani a bordo della Norman Atlantic

La tragedia della Norman Atlantic che conta già 11 vittime non risparmia Napoli. Gli ultimi aggiornamenti, che arrivano in queste ore concitate che seguono al devastante incendio scoppiato a bordo della nave in rotta dalla Grecia all’Italia, parlano di due camionisti napoletani morti e di un terzo disperso. I tre napoletani lavoravano per la ditta EuroFish di Pietro Avolio, presidente del Consorzio Ittico Napoletano.

Ecco chi sono i tre camionisti napoletani a bordo della Norman Atlantic

Giovanni Rinaldi, 34 anni, originario di Torre del Greco e reidente a Sirignano nell’avellinese insieme alla moglie e ai due figli. “Ringrazio tutti per il vostro affetto! Io mio marito lo sento qui con me, e così sarà per sempre!” ha scritto la moglie di Rinaldi in uno struggente post su Facebook seguito all’identificazione del cadavere della vittima.

Michele Liccardo aveva 32 anni, anche lui sposato con due figli. Risiedeva a Villaricca con la famiglia. Anche il suo cadavere è stato identificato dai familiari attraverso le fotografie mostrate alla famiglia dagli uomini della Capitaneria di Porto.

Carmine Balzano, 55 anni, al momento risulta disperso: il corpo, recuperato dai soccorritori, non è stato riconosciuto dai familiari. Carmine Balzano viveva ai Quartieri Spagnoli con la famiglia, composta dalla moglie e tre figli. Dopo un periodo di disoccupazione era arrivato un contratto di un mese con la EuroFish. È stato proprio il cognato di Carmine Balzano a rivelare un inquietante dettaglio: i tre uomini non avrebbero dovuto essere a bordo di quel traghetto.

I tre camionisti napoletani non avrebbero dovuto essere a bordo della Norman Atlantic

I tre camionisti, stando a quanto riferito da Enzo Spina, cognato di Balzano, erano partiti a bordo di un aereo diretto in Grecia: qui avevano prelevato i tir e si erano diretti al porto. Giunti a Igoumenitsa, però, la tragica coincidenza che è costata loro l’avita: la nave che avrebbe dovuto riportarli in Italia era già partita, e i tre camionisti sono stati costretti a prendere la nave successiva, la Norman Atlantic su cui hanno trovato la morte.

I tre camionisti napoletani morti per ipotermia: la ricostruzione dei fatti

I tre camionisti napoletani sarebbero stati i primi a lasciare la nave a bordo di un gommone di salvataggio. Stando a una prima ricostruzione dei fatti, il gommone si sarebbe ribaltato a causa del mare agitato, e i tre sarebbero finiti in mare, morendo poco dopo per ipotermia. Questa sembra essere l’ipotesi finora più attendibile. Subito dopo aver lasciato la nave, i tre si sarebbero messi in contatto telefonico con Pietro Avolio, titolare di EuroFish, oltre che con le loro famiglie. Al telefono avrebbero speso le ultime parole della loro vita per raccontare quegli attimi di terrore.

I loro corpi sarebbero stati recuperati a poca distanza dal traghetto dagli uomini della Capitaneria di Porto. Lo stesso Pietro Avolio è al momento in viaggio verso Brindisi per l’identificazione dei tre cadaveri che si trovano a bordo della nave Marina di San Giorgio. Solo due dei tre cadaveri sono stati identificati: la famiglia di Balzano infatti non ha identificato il corpo, reso irriconoscibile probabilmente a causa della lunga permanenza in acqua. La famiglia continua a sperare in un miracolo.

This post was published on Dic 30, 2014 19:02

Redazione Desk

Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Road Tv Italia. La web tv libera, indipendente, fatta dalla gente e con la gente.

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