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Casal di Principe, gli scout tornano per celebrare il ricordo di don Peppe Diana

Qualche mese fa Iolanda Di Tella aveva scritto all’Agesci una commossa lettera, pregando gli scout di tornare a Casal di Principe, in occasione dell’anniversario della morte di don Peppe Diana, per vedere ancora una volta suo figlio “Peppino tornare a vivere in loro”. Perché, forse non tutti lo sanno, don Peppe Diana, il prete barbaramente ucciso dalla camorra il 19 marzo 1994 per aver osato opporsi al dominio dei casalesi, era anche un capo-scout. E loro, gli scout di oggi e di domani, non hanno esitato a raccogliere e soddisfare la richiesta di mamma Iolanda. In massa hanno invaso ieri le strade di Casal di Principe, proprio come fecero dieci anni fa, in occasione del decennale della morte di don Peppino Diana. Portando negli occhi, nelle voci, nei gesti, il messaggio anti-camorra del prete e dell’uomo che fu don Peppe Diana, che alla sua lotta sacrificò la vita.

In 5 mila al corteo in memoria del sacerdote ucciso dalla camorra.

In 5mila hanno sfilato per il paese di don Peppino, un corteo colorato e festante, non soltanto per commemorare il triste passato, ma anche e soprattutto per inneggiare al futuro, un futuro reso possibile proprio grazie all’impegno di don Peppe Diana. L’ “eroe” del cambiamento e del riscatto di una terra, che oggi non è più (solo) terra di camorra ma la “terra di don Peppe Diana”, simbolo di rinascita e di speranza di un’intera regione. Il corteo, formato dagli scout provenienti da tutte le province campane ma anche da Lazio, Calabria, Basilicata, Sicilia e Marche e con in testa i bambini, ha sfilato per le strade del paese scortato dai cittadini di Casal di Principe, affiggendo disegni colorati sui muri delle case dei boss che testimoniano un nuovo modo di “sentire, parlare, osservare”; fino a raggiungere la casa di mamma Iolanda, che dal balcone ha salutato gli scout sventolando il gilwell, il foulard degli scout, che era appartenuto a suo figlio.

Un messaggio universale di speranza e di rinascita.

“Oggi non celebriamo alcun rituale, ma solo il trionfo delle parole di don Peppe nell’attività quotidiana degli scout” afferma Matteo Spanò, coordinatore nazionale dell’Agesci. Un giorno di festa per celebrare la memoria di don Peppe che ancora vive nelle menti di coloro che delle sue parole hanno fatto un vessillo. “Don Peppe è stato una benedizione per la sua terra e per il suo popolo” ha affermato il vescovo di Aversa, Angelo Spinillo, durante la messa celebrata per l’occasione. Perché grazie al suo coraggio, ha regalato a un’intera generazione la speranza e la fiducia in un cambiamento che è possibile se lo si vuole e lo si persegue tutti insieme. Proprio come fanno ogni giorno gli scout e tutti quanti portano avanti la lotta anti-camorra, uniti nel messaggio universale di don Peppe Diana.

This post was published on Mar 17, 2014 11:31

Giuliana Gugliotti

Nasco in Ottobre, prima del tempo. Mi resta addosso l'ansia di fare, negli anni imparo che la fretta è cattiva consigliera. Odio le approssimazioni, amo Napoli, l'odore dei libri e le cose ben fatte.

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