Boss che prendevano a calci la testa decapitata del rivale ucciso e finti killer che, per tremila euro al mese, si sono accollati omicidi come quelli di Gelsomina Verde e Carmela Attrice, vittime delle faide trasversali della camorra. Scenari inquietanti emergono dal racconto di un pentito della criminalità organizzata di Secondigliano. Rivelazioni che ora sono al vaglio degli inquirenti della Procura della Repubblica partenopea.
A parlare è Pasquale Riccio, collaboratore di giustizia, per un lungo periodo camorrista di Secondigliano, che al pm Maurizio De Marco, il 28 marzo del 2015, ha riferito particolari inediti sull’omicidio di Mina Verde, orrendamente trucidata per non avere rivelato nulla sul boss scissionista Gennaro Notturno (ora collaboratore di giustizia) agli uomini del clan rivale. Mina venne uccisa nelle campagne di Sant’Antimo (Napoli) all’età di 22 anni, nel novembre del 2004, con diversi colpi d’arma da fuoco, dopo essere stata torturata. Poi il cadavere venne dato alle fiamme.
This post was published on Ott 3, 2017 16:29
Il reading-monologo con la regia di Francesco Mucci esplora il dolore della perdita e la…
Venerdì la Squallid orchestra porta in scena il tributo agli irriverenti Squallor, già tutto esaurito.…
Venerdì 27 marzo al cinema Astra di Napoli la proiezione di “Roberto Rossellini – Più…
“Altrove nella mente”, scritto da Flora Maria Rosaria Capozzi e tratto da una storia vera,…
di Fabio Iuorio Si è spento Gino Paoli. E con lui se ne va una…
Dal 26 al 29 marzo in scena l’esilarante commedia del maestro della comicità partenopea. La…