“Lorenzo ti deve parlare“, e poi “vi sparo, voi non sapete con chi avere a che fare“: sono le parole che si sono sentiti dire alcuni imprenditori di Sant’Antimo (Napoli), condotti davanti al figlio del boss con la mediazione di un imprenditore a lui vicino, per costringerli a pagare un pizzo di 25mila euro e a vendere appartamenti al clan e a una società “gradita” alla camorra.
E’ quanto hanno scoperto i carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna (Napoli), nell’ambito di indagini coordinate dalla DDA partenopea. I militari hanno notificato oggi due misure cautelari emesse da gip nei confronti di Lorenzo Puca – esponente di spicco dell’omonimo clan, figlio del boss Pasquale Puca, detto “‘o minorenne” – e dell’imprenditore, una persona incensurata, anche lui di Sant’Antimo. Le vittime della tentata estorsione sono a loro volta imprenditori, proprietari anche del terreno su cui è stato poi realizzato il complesso edilizio preso di mira dalla camorra locale.
This post was published on Ott 9, 2018 14:35
C'è una cosa che accomuna il casellante autostradale degli anni '90 e il copywriter junior…
In Campania l’82% delle mense ospedaliere ispezionate non è a norma. È il bilancio della…
Rifiuti tossici abbandonati, ancora una volta. A Giugliano in Campania (Na) scattano due arresti, vengono…
La giornalista ripercorre la tragica vicenda di Simonetta Lamberti, simbolo delle vittime innocenti della criminalità…
La raccolta di poesie è a cura della giornalista Tiuna Notarbartolo Un’anteprima esclusiva quella che…
Il reading-monologo con la regia di Francesco Mucci esplora il dolore della perdita e la…