“Spiace moltissimo che in una giornata come questa, nel giorno del funerale della madre del Sindaco, ci si debba occupare di rispondere ad affermazioni imprecise di Renzi e stupisce la poca informazione del premier circa gli obblighi che spettano al Governo su un sito di interesse nazionale da bonificare, come quello di Bagnoli. Ci sono alcuni governanti che preferiscono non rispettare i patti firmati nell’agosto del 2014: quello di Napoli è di certo ‘molto calzante'”. Lo ha affermato, in una nota diffusa dall’ufficio stampa, il vicesindaco di Napoli, Raffaele Del Giudice, replicando alle affermazioni su Bagnoli e il sindaco de Magistris del premier Matteo Renzi.
Ricordando che “sono 23 anni che i vari Governi nazionali non hanno fatto la bonifica di Bagnoli, che a loro toccava, ma addirittura dal Governo Monti in poi revocano gran parte delle risorse finanziarie destinate alla bonifica stessa”, Del Giudice ha affermato che “il premier stamattina, evidentemente mal informato o mal consigliato, parla di Bagnoli come un sito in condizioni ridicole e bloccato. Parla di rimpallo delle responsabilità citando il Comune di Napoli: nulla di più sbagliato e lo possiamo dimostrare”. Di qui la ricostruzione di alcuni atti formali del sindaco di Napoli e l’invito al governo nazionale di fare la sua parte “rispettando gli accordi traditi, come quello dell’agosto del 2014 il cui dietrofront resta ancora un mistero”.
La ricostruzione degli atti assunti da de Magistris parte da una nota ufficiale del gennaio 2015 con la quale il primo cittadino partenopeo “ribadiva l’invito al Governo ad attuare il risarcimento del danno ambientale prodotto dalle attività industriali pregresse a Bagnoli ed il ripristino dello stato dei luoghi. Non a caso la sentenza del Consiglio di Stato del 23 settembre 2015 riconosce la validità dell’ordinanza del Sindaco di Napoli, ormai conosciuta come ” chi inquina paga”, a testimonianza che questa Amministrazione, affiancata dal popolo di Bagnoli e da Associazioni e comitati, uscendo dai confini del “pessimismo, lamentazione e rassegnazione – tanto per citare termini cari a Renzi – produce invece atti concreti che hanno costretto il Governo a porre al centro delle sue azioni il tema della bonifica”.
“Il Comune non solo è d’accordo sulla necessità di togliere le ‘schifezze’ da Bagnoli – ha detto il vicesindaco di Napoli – ma ritiene da sempre che sia un atto doveroso e non certo una concessione ma soprattutto che, per fare questo non c’era bisogno di scippare alla città le prerogative costituzionali nominando un commissario”.
Del Giudice ha concluso sottolineando il concetto per cui “il Sud ha già pagato sulla propria pelle le stagioni degli inutili, costosi e dannosi commissariamenti straordinari” e ricorda che “Napoli, con la sua immagine ritrovata solo grazie ai napoletani e nonostante il Governo, sta catalizzando, nello splendore di cui parla lo stesso Renzi, l’attenzione internazionale e l’interesse degli investitori”. L’invito finale al governo è, dunque, di fare la sua parte “rispettando gli accordi traditi, come quello dell’agosto del 2014 il cui dietrofront resta ancora un mistero”.
This post was published on Gen 22, 2016 17:58
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