Categories: Costume e Società

Babà nero contro il razzismo, realizzato da Eccellenze Campane

“Napoli è una città storicamente schierata contro il razzismo, siamo per l’inclusione e la condivisione. Siamo tanto avanti in questo campo, a tal punto che anche il nostro prodotto tipico si adegua. Ora voi vi state chiedendo che gusto avrà il babà “nero”. Indovinate e vi sarà offerto”, così su Facebook ha invogliato i golosi del babà napoletano Felice Balsamo, mostrando con tanto di foto l’ultima invenzione Made in Naples. E per chi ha domandato come si realizzasse, Felice Balsamo ha risposto spiegando che il babà nero non è altro che “un babà completamente lavorato con caffè e successivamente imbevuto di caffè Kenon (Campana) e rum”. “Io però posso descriverli – aggiunge Felice Balsamo – ma per assaggiarlo dovete andare ad Eccellenze Campane.

Babà nero e babà bianco

Ora che sappiamo qualcosa in più sul babà nero, vediamo di ricostruire la storia del babà, nato per pure caso nel 1735, grazie a Stanislao Leszczinski, re di Polonia detronizzato e mandato nel Ducato di Lorena. Il re era goloso di “kugelhupf“, un dolce tipico di quei territori, preparato con con farina finissima, burro, zucchero, uova e uva sultanina. Un giorno però stanco dei suoi cuochi che gli preparavano sempre e solo il solito “kugelhupf”, il re scaraventò via il suo amato dolce, il quale finì contro una bottiglia di rum che si rovescio tutto sul “kugelhupf”.

Il re incuriosito prese un cucchiaio e assaggiò, ne rimase profondamente colpito e lo chiamò Babà, in onore di Alì Babà, protagonista del celebre racconto tratto da “ Le Mille e Una Notte”. Il dolce divenne così popolare che presto arrivo fino a Parigi, alla pasticceria Sthorer e poi a Napoli tramite i “monsù”, chef che prestavano servizio presso le nobili famiglie partenopee. E oggi invece dal Made in Naples nasce il babà nero.

This post was published on Lug 30, 2015 16:47

Francesco Healy

Ho sempre odiato, sin dalla nascita, le bugie e le ingiustizie, dunque da grande avevo solo due strade da poter percorrere, quella del detective o del giornalista, ho scelto la seconda e il potere della penna, da sempre affascinato da tale professione.

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