Cultura

Alla Reggia di Caserta le regine che unirono Napoli all’Europa

Dal 20 dicembre al 20 aprile 2026 la Reggia di Caserta apre le porte a una grande mostra internazionale che mette al centro figure spesso rimaste ai margini dei manuali di storia: le regine. Nelle sale della Gran Galleria prende forma “Regine: trame di cultura e diplomazia tra Napoli e l’Europa”, un percorso espositivo che racconta come, dietro matrimoni combinati e alleanze dinastiche, molte sovrane abbiano saputo esercitare un’influenza tutt’altro che passiva.
Organizzata dal Museo Reggia di Caserta in collaborazione con Opera Laboratori e con il patrocinio del Network of European Royal Residences, la mostra propone una rilettura del ruolo delle regine come protagoniste di una vera e propria diplomazia culturale femminile, capace di superare confini politici e geografici.
Le regine furono spesso considerate semplici pedine di un gioco di potere” spiega Tiziana Maffei, direttore della Reggia di Caserta e curatrice dell’esposizione “ma molte di loro, pur nei limiti imposti, seppero costruire spazi di autonomia e influenza, dando vita a reti di scambio culturale che hanno contribuito alla formazione di una comune identità europea“. Lettere, opere d’arte, oggetti e documenti raccontano questa “forza discreta”, fatta di visione, intelligenza e capacità di tessere relazioni.
Il percorso copre un arco temporale ampio, dal XVIII al XX secolo, e attraversa le grandi trasformazioni del Regno di Napoli e dell’Italia. Come sottolinea Valeria Di Fratta, storico dell’arte del Museo e co-curatrice, l’obiettivo è “mostrare la complessità del ruolo delle regine, sospese tra doveri pubblici e vita privata“, restituendo profondità storica a figure troppo spesso semplificate.
La narrazione parte da Elisabetta Farnese, artefice del progetto di un regno per il figlio Carlo di Borbone, e da Maria Amalia di Sassonia, prima regina borbonica di Napoli. Prosegue con la determinata Maria Carolina d’Austria, attraversa il Decennio Francese con Giulia Clary e Carolina Bonaparte, e arriva alla Restaurazione con Maria Isabella di Spagna, Maria Cristina di Savoia, Maria Teresa d’Asburgo Teschen e Maria Sofia di Baviera, ultima regina di Napoli. Il racconto si chiude con l’Unità d’Italia e le regine di Casa Savoia: Margherita, Elena di Montenegro e Maria José del Belgio, testimoni del passaggio dalla monarchia alla Repubblica.
Una mostra che, senza infiocchettare la storia, invita a guardare il potere da un’altra angolazione: meno troni e più intrecci, meno proclami e più cultura.

This post was published on Dic 20, 2025 10:20

Redazione

Recent Posts

Casa Partenope, uno spazio di rinascita per le donne in fuga dalla violenza

A Napoli apre una nuova casa rifugio ricavata da un bene confiscato al clan Giuliano:…

1 ora ago

Giro d’Italia 2026 a Napoli, strade chiuse e viabilità modificata il 14 maggio: tutte le info

La sesta tappa del Giro attraverserà le Municipalità 1, 2 e 4: previsti divieti di…

3 ore ago

Liberi Edizioni: Nicola Angrisano ridà voce alle edicole morte di Napoli e non solo

Napoli cambia faccia continuamente. Chi gira per i quartieri della città, dal centro storico alle…

3 ore ago

Napoli-Bologna 2-3, azzurri beffati al 91’: rinviata la festa Champions

Gli azzurri rimontano due gol ma vengono beffati nel recupero da Rowe. Occasione sprecata per…

5 ore ago

Monica Sarnelli presenta “Duemilaventisei”, il nuovo album di inediti

Il disco della cantante napoletana contiene dieci brani ed è disponibile su piattaforme digitali e…

19 ore ago

«I don’t care, I Am invisible»: gli abiti vuoti di Claudia Piscitelli al Museo della Moda di Napoli per l’Ong Cria

Dal 14 maggio in mostra dieci opere, che raccontano archetipi femminili tra ironia e memoria …

19 ore ago