“La demolizione della Vela Verde, in programma il 20 febbraio alle 11,30 è un momento che deve essere ricordato e impresso nella storia di questa città. È in primis una scelta volta a restituire dignità agli abitanti di Scampia e di Napoli”. Lo afferma in vista dell’imminente demolizione l’Assessore alle Politiche Sociali dell’amministrazione cittadina Monica Buonanno. “Non solo stiamo andando a smantellare, fisicamente, un simbolo che non possiamo più accettare, ma lo stiamo facendo tenendo ben impresse in mente tutta una serie di aspetti che vanno oltre la situazione emblematica. Stiamo distruggendo l’edificio di Gomorra per gettare le fondamenta di una sostenibilità diversa, per andare ad agire diversamente sull’emergenza abitativa, per cancellare una volta per tutte la forma mentis dell’edilizia ghetto che, per qualche precedente amministrazione, evidentemente non teneva conto di bellezza e dignità di queste persone”.
“Il percorso che ha portato alla demolizione della Vela Verde – continua Buonanno – è stato multisfaccettato e ha coinvolto l’intera Amministrazione, perchè insieme abbiamo attuato una serie di interventi coordinati.
Per quanto attiene alle politiche sociali, fin dal primo momento ho voluto porre al centro di ogni intervento il rispetto dei diritti fondamentali: il diritto all’abitare, il diritto al lavoro, il diritto all’identità del popolo di Scampia e soprattutto a quello di una vita migliore. Chi ha trascorso la sua vita nelle Vele sa che è difficile andare avanti relegati in una condizione di degrado, di esclusione sociale e lavorativa: abbiamo voluto porre un freno a tutto ciò, condividendo con gli abitanti del luogo e con il Comitato Vele le priorità su cui agire”.
“Mi sono fatta garante – sottolinea – che tutto ciò avvenisse: con atto amministrativo (delibera 21/2018) abbiamo assicurato che la Vela non fosse oggetto di sgomberi coatti, ma che i residenti fossero accompagnati in un percorso di mobilità; abbiamo fortemente voluto che per i lavori di abbattimento fosse applicata la clausola sociale, che ha dato lavoro alle persone del quartiere; abbiamo ascoltato ogni singola istanza del territorio e abbiamo accompagnato le persone in questo percorso, affinchè ci fosse una loro diretta e attiva partecipazione alla vita cittadina e non si sentissero scavalcati dall’Istituzione.
“Scampia non è Gomorra”, si legge a chiare lettere sulla Vela Verde: con il suo abbattimento, scriviamo una pagina di bellezza, di lavoro, di diritti, di ascolto che riguarda Scampia, per riqualificare un territorio spesso etichettato negativamente, ma che è ben altro”.
This post was published on Feb 13, 2020 16:18
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