Poesia è donna, poesia è donna mediterranea. Breve excursus di poesia al femminile – II tempo

“Dimenticare il dolore è difficilissimo, ma ricordare la dolcezza lo è ancora di più. La felicità non ci lascia cicatrici da mostrare. Dalla quiete impariamo così poco”. Chuck Palahniuk.

di Angela Procaccini.

II tempo: Il fuoco. La passione. La vita

Quando ama, la donna è femmina, è fuoco d’istinto, energia, passione, gelosia; è furia e sofferenza. Quando ama, la donna è tutto. Per una donna araba mediterranea lo è, forse, ancor di più.

A testimonianza le poesie successive.

Anch’esse sono tratte da Non ho peccato abbastanza 

Amal Musa

In Amal Musa torniamo alla veemenza della passione della “donna beduina”, come lei si definisce, della donna dalle forti sensazioni, l’ira e l’animo indomito. La passionalità di Amal qui esplode in tutto il suo vigore, come fiamma che brucia e fuoco che travolge.

Questo temperamento di donna vera e fiera che, nonostante i mille divieti e le regole imposte dal maschio, esplode perché dettato da sacro furore, è qualcosa che intriga e appassiona. Certo non può lasciare indifferenti. Come “quest’anima impossibile i cui piedi sono ignoti alla terra”.

Amal Musa

Cingo i miei fianchi

per essere una tela che si allarghi nell’ora dell’ira

che si ritiri quando mi acquieto.

Chiedi al fuoco che divenga dentro di me:

quale uomo può sopportarmi

quale donna trovarmi amica

quale bambino che il mio stupore non possa uccidere

quale padre dare alla luce una simile a me

quale nome contenere il mio aspetto

e quale verbo domarmi.

O fuoco
cosa ti spegne?
Una goccia sgorga da me
oppure una
fiamma che dentro mi brucia?

 Ancora di Amal Musa “Amami”


Mi trasporto in punta di piedi
Mi trasporto nel galoppo della mia vista.
Mi avvolgo nelle fasce della mia pelle.
Mi abbraccio desiderandomi.
Mi cullo sul mio seno.


Alle mani germoglianti infilo i guanti della mia
poesia.
Reclamo la rivelazione,
le mie incisioni sono su pietra.
La mia immagine reca acqua alla sete
ed esche alla rete dei pescatori.
Trascorro i rintocchi delle campane della sera
scolpendo.
Dormo nella mia stessa ombra.
Indosso la mia natura beduina
quando sono stanca.
Entro in un giardino
che non mi istiga contro me stessa.
Amo la mia anima impossibile,
quella i cui piedi
sono ignoti alla terra.

Elisa Kidane

Elisa Kidané, contemporanea, poetessa e giornalista eritrea, impegnata in un altro tipo di passione, la difesa dei diritti delle donne d’Africa

Avanzi maestra /più che regina,

e nei tuoi occhi/ riflessa sta una forza

a te sola conosciuta.

E vai,/ macinando miglia/

ingoiando polvere/ caricando pesi/ coltivando sogni.

E vai,/con passo fermo,

segnando tappe/ per capitoli nuovi

di un libro antico.

E continui ad andare, /instancabile venditrice di speranza.

./ E vai/incontro alla notte.

Ad attenderti le stelle …

E l’Africa tutta / vedendoti avanzare all’orizzonte,/ maestosa,/ più che regina,

rinnova la fede nel dio della vita.

Radhia Chehaibi (Tunisia 1970).  La sua poesia è caratterizzata da forte immaginazione. Nota per aver scritto poesie brevi, quasi “lampi” intuitivi, è autrice di raccolte, tra cui “Che è trapelato dal mio silenzio”, “Recitazioni di viaggio”, e “Il Sentiero digitale dell’Anima . E ‘stata anche inserita in alcune antologie in arabo e tradotta in più lingue.

Radhia Chehaibi

In lei, la passione totale o totalitaria, che annulla ogni altro senso, ogni altro pensiero

Non ricordo di aver camminato

non ricordo di aver avuto un corpo.

Soltanto che mi strappavi l’anima

piena di rimpianto per il risveglio …

Appartenence

Là où je mets les pieds 
c’est ma patrie
Là où je vais
Ma fierté me suit.

Là dove io metto i piedi, è la mia patria. Là dove vado, la mia fierezza mi segue)

 

Complementarité


Dans tes yeux
Tout le chagrin (dolore) du monde.
Dans les miens
Les larmes (lacrime) qu\’il faut.

Come vedete, sono tocchi rapidi, quasi haiku sentimentali, ma sagaci e penetranti, come trafitture che ti penetrano fin dentro l’anima e ti lasciano una sensazione di amorevole stretta al cuore.

Ma facciamo un passo indietro e andiamo nello splendido Mar Greco del 600 a. c. Un mare blu cobalto, quello dell’isola di Lesbo, a dimostrare che la voce della poesia al femminile non conosce limiti di tempo e di spazio. Da sempre le donne hanno avuto ispirazione al canto e all’espressione libera dei propri moti, ma è solo in poche circostanze e in determinati contesti che esse sono riuscite a “cantare”.

Ecco allora una delle prime voci coraggiose di poesia di donna: straordinaria forza della passione, struggente amarezza della gelosia, angoscia della solitudine in lei. Sentimenti eterni, perché la creatura umana, la donna nel caso specifico, rimane la stessa nelle differenti situazioni di contesto, di cultura e di epoca. Sto parlando di Saffo,in greco antico Σαπφώ, ( nata ad Ereso, nel 640 a.C. circa, vissuta forse fino al 570 circa). La poetessa greca, di famiglia aristocratica nell’isola di Lesbo trascorse la maggior parte della propria vita.

Saffo

Saffo Amore e gelosia (frammento 117)

Eros che scioglie le membra ancora mi squassa,

dolceamara invincibile fiera.

Ερος δηΰτέ μ’ο λυσιμέλης δόνει,

γλκύπικρον αμάχανον όρπετον

Saffo – Solitudine (frammento 94)

Tramontata è la luna

con le Pleiadi, a mezzo

è la notte e il tempo passa:

ed io giaccio sola…

Δέδυκε μέν α σελάννα

Καί Πληίαδες, μέσαι δέ νύκτες, παρά δ’έρχετ’ώρα

Έγω δέ μόνα κατεύδω.

Saffo Amore (frammento 50)

Eros mi squassa l’anima

come vento che al monte sulle querce si abbatte

Eρος δ’έτίναξέ μοι /φρένας, ως άνεμος κάτ όρος δρύσιν εμπέτων.

Ma torniamo alla donna “nuova” del mare, del Mediterraneo:

Forza ed energia di mente e di cuore sono anche nella poetessa marocchina (U)Wafaa Lamrani ( 1960, vive a Casablanca, autrice di 3 raccolte). La voce è determinata e scandita, il messaggio è chiaro. E dalla dolcezza e dalla sensibilità dei primi versi si arriva al tono deciso degli ultimi versi dove l’autodeterminazione della donna si afferma, direi con plastica evidenza.

Forma di probabilità


Dissemino le stelle intorno al mio corpo
comunicando con ogni fibra sensibile, con ogni cellula:
che cosa sono il nome, il verbo, l’identità?
Né il divieto mi annulla
né l’imperativo mi plasma
né il nome mi contiene.

Rabia Djelti

La stessa dignità è nella poetessa algerina contemporanea Rabia Djelti, che ha scritto in tre lingue, arabo, francese e spagnolo. Suoi temi: l’uomo forte – la donna tenace, salda, gloriosa come palma

…Perché apparteniamo alla razza dei cavalli antichi

i nostri uomini non sono dei molluschi

le nostre donne hanno la pazienza

della palma imponente e gloriosa…

Passione, coraggio, anzi direi audacia, quell’audacia che solo la donna osa , quando ama profondamente, sinceramente sono nei versi della poetessa libanese Joumana Haddad, di Beirut

Joumana Haddad

Joumana Haddad di Beirut (Libano) del 1970

Quando i tuoi occhi incontrano la mia solitudine

il silenzio diventa frutto

e il sonno tempesta,

si socchiudono porte proibite

Fine II parte

 

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