Buche stradali e pioggia, sgomberato un palazzo in via Briganti (VIDEO)

L’acqua piovana si è infiltrata nella fabbrica sottostante provocando il crollo di un muro

La stagione delle piogge, si sa, a Napoli è sempre pericolosa. Perché sotto il manto stradale, in numerosi punti della città, aleggia il vuoto. Non un vuoto amministrativo o di potere, ma un vuoto vero. Che sembra essere la causa all’origine dello sgombero avvenuto oggi del palazzo al civico 290 di via Filippo Maria Briganti, nei pressi di via Arenaccia. Una strada già da qualche tempo parzialmente chiusa al traffico a causa delle numerose buche che si vanno formando tra i basoli, sull’asfalto, nell’indifferenza generale della pubblica amministrazione.

Questa mattina, dopo la scossa di terremoto che ha fatto tremare le pareti dei palazzi di tutta Napoli, gli abitanti del civico 290 di via Briganti non potevano immaginare che la loro giornata si sarebbe evoluta di male in peggio. Poco dopo le 9 infatti, quando la pioggia ha iniziato a cadere copiosa in città, le 9 famiglie residenti nella palazzina di 4 piani davanti alla quale sabato scorso si era aperta una voragine, sono state sgomberate “in via precauzionale”, a causa dell’allagamento della fabbrica sottostante le loro abitazioni.

A quanto pare l’acqua piovana, infiltrandosi attraverso la buca sull’asfalto, è penetrata all’interno della fabbrica provocando il crollo di un muro. Immediato l’intervento dei vigili del fuoco, che attualmente sono al lavoro per effettuare dei rilievi e accertare le condizioni dello stabile. Intanto, da questa mattina, i residenti sono bloccati fuori casa. “Per ora non ci hanno ancora fatto sapere niente, dicono che manderanno una squadra a valutare l’agibilità del palazzo” spiega una residente. “Intanto noi cittadini aspettiamo”.

Un’emergenza che, secondo molti dei residenti, poteva essere prevista e scongiurata. “Già la settimana scorsa si era aperta un’alta voragine dall’altro lato della strada, che è stata rattoppata alla meno peggio” spiegano. La buca “incriminata” invece è lì da sabato. “Qualcuno avrebbe potuto fare qualcosa prima che arrivasse la pioggia, invece non è venuto nessuno, e a pagare adesso siamo noi cittadini” si indigna uno dei residenti.

A niente sono servite le tavole di legno e le pietre che i residenti hanno piazzato sulla buca nel tentativo di coprirla. L’acqua si è infiltrata (e continua a infiltrarsi) indisturbata in quel vuoto. Vero, amministrativo, di potere.

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